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Emergenza Malaria

Emergenza Malaria

admin 30 March 2017 0 comments
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La malaria nel 2016 ha fatto registrare 212 milioni di casi in tutto il mondo, con 429.000 morti. L’Africa è il continente che più di tutti soffre per questa malattia, con il 90% dei casi e il 92% delle morti.

I due terzi delle morti per malaria riguarda i bambini sotto i 5 anni, i più vulnerabili perché non hanno ancora sviluppato alcuna immunità. Nel 2015, solo nell’Africa sub-sahariana, 303.000 bambini non sono sopravvissuti alla malaria.

Dal 2009 al 2014 in dieci distretti del Nord Uganda veniva utilizzato il “Indoor Residial Spraying” (IRS) un insetticida residuo e di lunga durata contro i potenziali vettori di malaria che si trovano sulle superfici interne come muri, grondaie e soffitti delle strutture abitative e non. Purtroppo però nel 2014 in questi territori è stata sospesa la campagna antimalarica effettuata dallo Stato e da allora il dramma della malaria è esploso!

Nel 2016 una vera e propria epidemia ha determinato un’impennata dei ricoveri in Ospedale (cresciuti dell’82% rispetto all’anno precedente), accompagnata da un drammatico aumento del consumo di medicine e materiale sanitario, e da un impegno straordinario del personale sanitario che, ancora una volta, ha risposto in modo tempestivo non risparmiando energie nel curare i pazienti, specialmente i più piccoli.

Secondo l’OMS e le sue linee guida, gli adulti e i bambini con malaria grave (inclusi i neonati, le donne in gravidanza e le donne che allattano) devono essere curati con Artesunate somministrato per via endovenosa o intramuscolare per almeno 24 ore dopodiché, devono essere tenuti sotto osservazione per altri 2 giorni. Una volta che il paziente ha ricevuto questa terapia può passare alla terapia orale per tre giorni.

In Nord Uganda febbre e malaria sono sinonimi. Non c’è uomo, donna o bambino con due linee di temperatura che arrivando al Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, non sia sottoposto al test rapido per la diagnosi di malaria perché quando i pazienti sono ricoverati tempestivamente le possibilità di ristabilirsi sono ottime: la mortalità per malaria presso l’Ospedale è bassa, meno dell’1% nei bambini.

Eppure di malaria si muore ancora.

Nonostante il Governo Ugandese fornisca l’Artesunate, l’ospedale si ritrova spesso senza scorte di questo medicinale e deve sostenere da solo le spese per acquistarlo. 

Nell’attesa che la comunità nazionale e internazionale trovi i fondi necessari per ricominciare l’IRS in Nord Uganda, è essenziale sostenere l’ospedale nell’affrontare questa sfida per contribuire a ridurre la perdita di vite umane ma anche per permettere all’ospedale di continuare a operare regolarmente in tutti gli altri reparti.

 

Prevenire, diagnosticare e curare la malaria si può e si deve.

L’ospedale di Kalongo è pronto a sostenere una nuova emergenza ma ha bisogno del vostro aiuto per farlo!

Grazie!