Cuori in festa per Kalongo”, questo il titolo scelto per il tradizionale appuntamento del concerto di Natale organizzato da Fondazione Ambrosoli con la collaborazione del Coro di Oliver della Scuola Oliver Twist di Cometa, perché saranno proprio i ragazzi i protagonisti di questo tradizionale appuntamento ad allietare il pubblico con le loro voci, il loro entusiasmo e passione per il canto. Un canto di gioia per cuori in festa.

La Fondazione Ambrosoli per questa edizione ha scelto Cometa, associazione radicata sul territorio comasco, luogo di origine di padre Giuseppe Ambrosoli, con cui condivide il valore dell’educazione e della formazione dei giovani. Infatti come il metodo Cometa educa i ragazzi attraverso la bellezza della musica e li guida a imparare attraverso l’esperienza, così la Fondazione Ambrosoli supporta le giovani donne ugandesi a costruirsi un futuro grazie alla Scuola di Ostetricia St. Mary’s e l’ospedale di Kalongo, fondati da padre Giuseppe.

La Fondazione Ambrosoli e il coro di Oliver presentano un concerto di Natale che vuole creare un ponte simbolico tra l’Italia e il Nord Uganda grazie alle giovani generazioni, a esemplificazione anche del percorso di recupero dal disagio che tanti hanno sperimentato e vivono. I canti proposti, tratti da repertori vicini alle espressioni contemporanee del mondo giovanile, esprimono così le varie e sfaccettate tappe di questo cammino, travagliato, ma carico di vita e di speranza.

In un momento dell’anno che più di ogni altro ci avvicina agli altri, il concerto benefico a favore dell’Ospedale di Kalongo, che padre Giuseppe Ambrosoli fondò nel 1957 in nord Uganda insieme alla Scuola di Ostetricia St. Mary’s, è l’occasione per la Fondazione di far pervenire il proprio saluto natalizio e ringraziare la città di Como, gli amici, i donatori e i sostenitori, che da sempre le sono vicini nel sostenere i progetti del Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, nella remota savana nord ugandese.
Buon Natale!

Domenica 16 dicembre, ore 16.30
Basilica San Fedele, Como

Ingresso gratuito con offerta libera

Programma
Guida ai canti – Direzione Chiara Nicastro

I need you to survive
Composto dopo la tragedia delle torri gemelle, esprime il bisogno che abbiamo di unità; l’altro ci è indispensabile per vivere
“Ho bisogno di te come tu hai bisogno di me, siamo tutti parte del Corpo di Dio”

Canzone degli occhi e del cuore
Il senso più profondo dell’amicizia e della condivisione del destino con coloro che ci vivono accanto, è all’origine di questa canzone che Claudio Chieffo dedicò al suo amico Pigi Bernareggi, missionario in Brasile.

People get ready
“State pronti! c’è un treno in arrivo.
Non avete bisogno dei bagagli, dovete solo salire a bordo.
Tutto ciò di cui avete bisogno è la fede.
Non vi serve il biglietto, dovere solo ringraziare il Signore”

Amen
Tradizionale spiritual assai popolare che narra la vita di Cristo dalla nascita alla resurrezione

Amazing grace
È uno dei più famosi canti sacri in lingua inglese e risale al ‘700.
Fu composto da John Newton, ex capitano di navi negriere, come inno di ringraziamento a Dio per la grazia della sua conversione, che lo riscattò facendolo ravvedere da una delle più infami nefandezze della storia dell’umanità, quella della tratta degli schiavi. Queste le parole che fece incidere sulla sua lapide:
«John Newton, ecclesiastico, un tempo un infedele e un libertino, servo degli schiavisti in Africa, fu, per grazia del nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo, conservato, redento, perdonato e inviato a predicare quella Fede che aveva cercato di distruggere.»

Stille nacht (Astro del ciel)
Stille Nacht, è uno fra i più celebri canti di Natale al mondo tradotto in più di 300 lingue e dialetti.
Le parole furono scritte nel 1816 da un sacerdote austriaco, Joseph Mohr, allora assistente parrocchiale nella chiesa di Mariapfarr nella regione di Salisburgo. Due anni dopo Franz Xaver Gruber, allora maestro elementare ad Arnsdorf e organista a Obendorf compose la musica. Stille Nacht, con il testo e la musica che sono giunti fino a noi, fu eseguita per la prima volta la vigilia di Natale del 1818 nella chiesa di San Nicola a Oberndorf presso Salisburgo dai due stessi autori, con Mohr che cantava la parte del tenore ed accompagnava con la chitarra e Gruber che intonava la parte del basso.

Oh happy day
Sicuramente il più celebre fra tutti gli spirituals per tutti i grandi interpreti che l’hanno inserito nel loro repertorio. Risale anch’esso al XVIII secolo celebra la grazia della conversione e dell’incontro con Gesù che ha cancellato tutti i propri peccati.