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	<title>News - Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital</title>
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	<title>News - Fondazione Dr. Ambrosoli Memorial Hospital</title>
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		<title>Un anno di sfide e vittorie contro l&#039;anemia falciforme</title>
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		<dc:creator><![CDATA[ADM-ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 19 Mar 2026 11:10:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[“Quando lavoravo all’ospedale di Kalongo, l’anemia falciforme era una delle prove più dure. Non conoscevamo ancora la forza dell’idrossiurea; ogni giorno vedevamo bambini soffrire e noi avevamo poche armi. Oggi vedere da lontano i risultati — meno ricoveri, più scuola, più vita — è come rivedere il sogno che avevamo allora diventare realtà. È la [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>“<strong>Quando lavoravo all’ospedale di Kalongo, l’anemia falciforme era una delle prove più dure.</strong> Non conoscevamo ancora la forza dell’idrossiurea; ogni giorno vedevamo bambini soffrire e noi avevamo poche armi. Oggi <em><strong>vedere da lontano i risultati — meno ricoveri, più scuola, più vita — è come rivedere il sogno che avevamo allora diventare realtà. È la vittoria silenziosa della perseveranza, della cura e della vita</strong></em>” Dr. Filippo Ciantia (Responsabile Area Progetti Fondazione Banco Farmaceutico ETS)</p>
<p>Il 1° aprile 2025 prendevano avvio all’ospedale di Kalongo le attività di prevenzione, diagnosi e cura per l'anemia falciforme.</p>
<p>A distanza di un anno vogliamo condividere con voi un primo bilancio fatto di conquiste concrete, di fatiche quotidiane ma anche dei sorrisi nati sul volto dei bambini che ne sono affetti ma che oggi grazie alle cure possono vivere una vita più serena.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>La situazione oggi: i numeri di un impegno costante</strong></p>
<p>L’anemia falciforme è una <strong>malattia ereditaria</strong> che colpisce i globuli rossi causando anemia cronica, crisi dolorose ricorrenti e gravi complicazioni. In Uganda si stima che ogni anno nascano più di <strong>20.000 bambini affetti da anemia falciforme</strong> e purtroppo, oltre il 70% di loro <strong>non riesce a compiere i cinque anni. </strong></p>
<p>Eppure, l’anemia falciforme non è una malattia incurabile. Con diagnosi precoce, cure adeguate e monitoraggio costante, molti bambini possono vivere una vita lunga e relativamente normale.</p>
<p>All’ospedale di Kalongo, la clinica per l’anemia falciforme segue attualmente <strong>275 pazienti, di cui il 95% sono bambini.</strong> L’idrossiurea è oggi il farmaco più efficace per gestire la malattia, ma il suo costo resta proibitivo per la maggior parte delle famiglie.</p>
<p>Grazie alla Fondazione Ambrosoli, con il sostegno della Fondazione Banco Farmaceutico, <strong>230 pazienti iscritti alla clinica ricevono gratuitamente l'idrossiurea.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Le conquiste e le sfide: oltre il farmaco, la cura</strong></p>
<p>A un anno dall’inizio del progetto, <strong>il risultato più importante è semplice, concreto</strong> e si misura in sorrisi: “<em>È incredibile vedere bambini arrivare in condizioni critiche e tornare a casa con il sorriso, pieni di speranza” </em>racconta il Dr Boniface, medical officer della pediatria.</p>
<p>I risultati sono tangibili: <strong>i ricoveri per complicanze sono diminuiti</strong> sia in numero che in durata. I <strong>test di screening sono diventati una routine</strong> in tutti i punti di ingresso dell'ospedale. Sono aumentati i pazienti che <strong>tornano in ospedale per i follow up.</strong></p>
<p>Ma restano ancora ostacoli profondi. Primo fra tutti la complessità della cura: l'idrossiurea è un farmaco essenziale capace di ridurre mortalità e crisi dolorose,<strong> ma da solo il farmaco non basta</strong>.</p>
<p>Ogni paziente ha bisogno di <strong>controlli regolari, esami di laboratorio, farmaci di supporto e personale formato</strong> che possa seguire i pazienti nel tempo.</p>
<p>Ci sono pazienti che mancano agli appuntamenti di follow up perché <strong>non possono permettersi il costo del trasporto</strong> per raggiungere l’ospedale. Altri non riescono a proseguire la terapia perché <strong>non possono più sostenere i costi del farmaco</strong> o<strong> degli esami periodici.</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong>Prospettive e speranze: un impegno per la vita</strong></p>
<p>La speranza è riuscire a estendere i servizi di diagnosi e cura a un numero sempre maggiore di persone, primi fra tutti i bambini. Ma, allo stesso tempo, ogni nuovo paziente che arriva in clinica ricorda <strong>quanto sia grande il bisogno e quanto lavoro resti ancora da fare</strong>.</p>
<p>Con il team dell’ospedale di Kalongo abbiamo stimato che il numero totale di persone seguite potrebbe arrivare a circa <strong>300 pazienti nel 2026</strong>, continuando ad aumentare negli anni successivi proprio grazie allo screening e alla maggiore capacità di diagnosi.</p>
<p>È <strong>un cammino difficile, che non possiamo affrontare da soli,</strong> ma ogni sorriso che torna sul volto di un bambino ci conferma che la strada intrapresa è quella giusta e che non possiamo arrenderci.</p>

<p><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/un-anno-di-sfide-e-vittorie-contro-lanemia-falciforme/">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
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		<title>Da Valmorea, un abbraccio ai prematuri di Kalongo</title>
		<link>https://www.fondazioneambrosoli.it/da-valmorea-un-abbraccio-ai-prematuri-di-kalongo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADM-mcf]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 14 Jan 2026 09:00:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[In provincia di Como e vicino a Ronago (casa natale di padre Giuseppe), quasi al confine con la Svizzera c’è un piccolo comune, che si chiama Valmorea. Qui padre Giuseppe, in occasione degli sporadici ritorni a casa, e quando ancora giovane, intraprendeva il cammino sacerdotale, ha frequentato la sua parrocchia. C’è chi lo ricorda ancora [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><span data-contrast="auto">In provincia di Como e vicino a Ronago (casa natale di padre Giuseppe), quasi al confine con la Svizzera c’è un piccolo comune, che si chiama Valmorea. Qui padre Giuseppe, in occasione degli sporadici ritorni a casa, e quando ancora giovane, intraprendeva il cammino sacerdotale, ha frequentato la sua parrocchia. C’è chi lo ricorda ancora oggi con grande affetto.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Tra loro alcune amiche del Gomitolo Solidale, che quest’anno ha scelto di destinare il ricavato dei mercatini di Natale alla Fondazione Ambrosoli. </span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Grazie ai loro bellissimi lavori a maglia e all’uncinetto, intrecciando con amore e passione filo dopo filo, hanno realizzato tantissimi prodotti: dalle coperte, ai berretti e maglioncini per neonati, fino alle borsine, beauty case e centrini natalizi.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p><span data-contrast="auto">Il ricavato dei mercatini ha permesso a ben 26 bambini prematuri di essere ricoverati in terapia intensiva neonatale e ricevere le prime fondamentali cure.</span><span data-ccp-props="{&quot;201341983&quot;:0,&quot;335559740&quot;:276}"> </span></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>Per sostenere la Fondazione Ambrosoli seguendo l’esempio del Gomitolo Solidale, contattaci allo <strong>02.36558852</strong> o scrivi a Ilaria Gerosa, <strong><a href="mailto:i.gerosa@fondazioneambrosoli.it">i.gerosa@fondazioneambrosoli.it</a></strong>: ti aiuteremo a organizzare al meglio la tua iniziativa!</em></p>

<p><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/da-valmorea-un-abbraccio-ai-prematuri-di-kalongo/">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>A Kalongo, la chirurgia come ponte verso il futuro</title>
		<link>https://www.fondazioneambrosoli.it/a-kalongo-la-chirurgia-come-ponte-verso-il-futuro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADM-translator]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 24 Sep 2025 10:00:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Ai piedi del Monte Oret, in una calda settimana di fine settembre, nelle sale del reparto di chirurgia dell’ospedale di Kalongo si è svolto un importante camp chirurgico, per offrire a decine di bambini e alle loro famiglie visite specialistiche e interventi chirurgici che garantiranno loro una migliore qualità di vita e un futuro più [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ai piedi del Monte Oret, in una calda settimana di fine settembre, nelle sale del reparto di chirurgia dell’ospedale di Kalongo si è svolto un importante camp chirurgico, per <strong>offrire a decine di bambini e alle loro famiglie visite specialistiche e interventi chirurgici che garantiranno loro una migliore qualità di vita e un futuro più autonomo e dignitoso.</strong></p>
<p>Grazie alla partecipazione della comunità, molte persone sono arrivate da villaggi lontani, con la speranza di ricevere cure e assistenza che fino ad allora non avevano mai ricevuto.</p>
<p>Il camp chirurgico si inserisce nell’ambito nel progetto <em>You Are Not Alone - salute inclusiva per la prevenzione e la cura delle disabilità visive, motorie e mentali</em> - <i>012590/09/3 </i><a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a> finanziato dall’AICS (Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo) con due obiettivi principali: eseguire interventi chirurgici e formare fisioterapisti e chirurghi sul campo.</p>
<p>Organizzato al Dr Ambrosoli Memorial Hospital il camp si è svolto in collaborazione con l’ospedale CoRSU, un ospedale specializzato nella riabilitazione delle persone con disabilità.</p>
<p>Un’équipe di dieci professionisti dell’ospedale CoRSU, formata da chirurghi ortopedici, chirurghi plastici, assistenti sociali, fisioterapisti, infermieri e tecnici ortopedici hanno lavorato fianco a fianco all’equipe medica dell’ospedale di Kalongo. Uniti dalla volontà di offrire cure specialistiche e di qualità a decine di famiglie, che potranno finalmente sperare in un futuro diverso.</p>
<p><strong>Durante il camp sono stati eseguiti 59 interventi chirurgici, di cui 35 ortopedici e 24 di chirurgia plastica. Alcuni pazienti sono stati trasferiti all’ospedale CoRSU per interventi più complessi, che non potevano essere eseguiti a Kalongo.</strong></p>
<p>Ma non si è solo operato: ben <strong>71 bambini con disabilità sono stati visitati, altri sono stati medicati e riceveranno presto solette per le scarpe e sedie a rotelle fatte su misura.</strong></p>
<p>I due ospedali hanno lavorato in completa sinergia: da un lato l’ospedale CoRSU ha fornito medicinali essenziali, materiale chirurgico e attrezzature, fondamentali per il successo dell’iniziativa; dall’altro, grazie alla disponibilità di quattro sale operatorie a Kalongo, <strong>i bambini e le loro famiglie sono stati accolti e assistiti al meglio.</strong></p>
<p>Non sono mancate le criticità, come una connessione internet debole, interruzioni saltuarie di corrente elettrica e altre difficoltà tecniche che sono state risolte grazie alla collaborazione, all’impegno e alla capacità di adattamento delle équipe mediche.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img decoding="async" class="alignnone size-medium wp-image-10196" src="https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2022/05/LOGO_AICS_ITA_O-N-300x51.png" alt="Logo aics ita o n" width="300" height="51" srcset="https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2022/05/LOGO_AICS_ITA_O-N-300x51.png 300w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2022/05/LOGO_AICS_ITA_O-N-1024x173.png 1024w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2022/05/LOGO_AICS_ITA_O-N-768x130.png 768w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2022/05/LOGO_AICS_ITA_O-N.png 1242w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> <a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/cosa-facciamo/cura-disabilita/">https://www.fondazioneambrosoli.it/disabilita-in-uganda-il-progetto-you-are-not-alone/</a></p>
<p>&nbsp;</p>

<p><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/a-kalongo-la-chirurgia-come-ponte-verso-il-futuro/">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>GIORNATA INTERNAZIONALE DEL LASCITO SOLIDALE</title>
		<link>https://www.fondazioneambrosoli.it/giornata-internazionale-del-lascito-solidale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADM-mcf]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 10 Sep 2025 11:00:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il 13 settembre si celebra la Giornata Internazionale del Lascito Solidale, in questa occasione abbiamo avuto il piacere di intervistare l'avvocato MariaPaola Serra, Managing Counsel di Dentons Europe Studio Legale Tributario (sede di Milano). MariaPaola ci ha aiutato a fare chiarezza sul tema, rispondendo ad alcune domande utili ad approfondire una questione delicata e personale come [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il 13 settembre si celebra la <strong>Giornata Internazionale del Lascito Solidale, </strong>in questa occasione abbiamo avuto il piacere di intervistare <strong>l'avvocato MariaPaola Serra, Managing Counsel di <em>Dentons</em> <em>Europe Studio Legale Tributario </em></strong>(sede di Milano). MariaPaola ci ha aiutato a fare chiarezza sul tema, rispondendo ad alcune domande utili ad approfondire una questione delicata e personale come quella dei lasciti.</p>
<p><strong>Perchè fare testamento? Cosa succede in assenza di un testamento?</strong></p>
<p>Per evitare l'applicazione automatica delle disposizioni di legge. In Italia la successione di una persona che decede senza lasciare un testamento è governata dalle norme di "successione legittima" che determinano la distribuzione del patrimonio tra gli eredi basata essenzialmente sui gradi di parentela. Un testamento offre la possibilità di personalizzare la distribuzione dei beni ereditari secondo le proprie preferenze. <img fetchpriority="high" decoding="async" class=" wp-image-14533 alignright" src="https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG6779-200x300.jpg" alt=" mig6779" width="249" height="374" srcset="https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG6779-200x300.jpg 200w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG6779-683x1024.jpg 683w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG6779-768x1152.jpg 768w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG6779-1024x1536.jpg 1024w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG6779-1366x2048.jpg 1366w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG6779-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 249px) 100vw, 249px" /></p>
<p><strong>Che cos'è un lascito testamentario?</strong></p>
<p>E' una disposizione con cui una persona (il testatore) decide di destinare, dopo la propria morte, una parte o l'intero patrimonio a favore di una o più persone fisiche o giuridiche. In Italia può essere "universale" se riguarda l'intero patrimonio (o una quota di esso), oppure "particolare" (legato) se riguarda un bene specifico.</p>
<p><strong>Perchè scegliere di farlo?</strong></p>
<p>La decisione può essere motivata da diverse ragioni, per esempio sostenere organizzazioni benefiche o cause sociali che stanno a cuore, o lasciare un'impronta duratura, contribuendo a progetti o iniziative che riflettono i propri valori e passioni.</p>
<p><strong>Se lo faccio, danneggio i miei figli o i miei eredi legittimi?</strong></p>
<p>Non necessariamente. In Italia esistono quote di legittima che devono essere rispettate. Queste quote garantiscono che una parte del patrimonio venga riservata inderogabilmente ai familiari più stretti. Tuttavia, esiste una porzione del patrimonio (chiamata "quota disponibile") che il testatore può liberamente assegnare a chiunque, inclusi amici, enti benefici o altri soggetti, senza compromettere i diritti degli eredi necessari.</p>
<p><strong>Come fare un lascito testamentario? Devo necessariamente rivolgermi a un notaio?</strong></p>
<p style="text-align: left;">In Italia è possibile fare un lascito testamentario senza necessariamente rivolgersi a un notaio, se si sceglie di redigere un testamento olografo. Questo tipo di testamento deve essere scritto interamente a mano dal testatore e deve essere datato e firmato. Se ci si volesse avvalere dell'assistenza di un notaio, si potrebbe formalizzare un testamento pubblico, scritto dal notaio in presenza del testatore e di due testimoni.<img decoding="async" class="size-medium wp-image-14539 alignleft" src="https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG8261-200x300.jpg" alt=" mig8261" width="200" height="300" srcset="https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG8261-200x300.jpg 200w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG8261-683x1024.jpg 683w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG8261-768x1152.jpg 768w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG8261-1024x1536.jpg 1024w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG8261-1366x2048.jpg 1366w, https://www.fondazioneambrosoli.it/wp-content/uploads/2025/09/MIG8261-scaled.jpg 1707w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></p>
<p><strong>Quanto costa farlo?</strong></p>
<p>Se si opta per un testamento olografo, non ci sono costi associati alla sua stesura, poiché viene scritto personalmente dal testatore; mentre, se si decide di avvalersi di un notaio per un testamento pubblico, o se si decide di depositare presso un notaio il testamento olografo, ci saranno delle spese notarili da considerare.</p>
<p><strong>Si pagano le imposte di successione sul lascito solidale?</strong></p>
<p>In Italia i lasciti a favore di enti benefici o organizzazioni senza scopo di lucro sono generalmente esenti da imposte di successione.</p>
<p><strong>Quali beni possono essere oggetto di un lascito testamentario?</strong></p>
<p>Un lascito testamentario può riguardare praticamente qualsiasi bene o diritto di cui il testatore sia titolare al momento del decesso. Ad esempio: somme di denaro, immobili (case, terreni, locali commerciali), gioielli, opere d'arte, veicoli, titoli azionari, titoli obbligazionari, quote societarie, polizze vita.</p>
<p><strong>Se cambio idea posso modificarlo o cancellarlo?</strong></p>
<p>Sì, il testatore può modificare o revocare le proprie disposizioni testamentarie fino all'ultimo istante della propria vita.</p>
<p>&nbsp;</p>

<p><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/giornata-internazionale-del-lascito-solidale/">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La Fondazione Ambrosoli tra i beneficiari della Maratona dles Dolomites 2025</title>
		<link>https://www.fondazioneambrosoli.it/la-fondazione-ambrosoli-tra-i-beneficiari-della-maratona-dles-dolomites-2025/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADM-ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 16 Jun 2025 08:55:59 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Il progetto “Dai Luce al Futuro” per garantire parti sicuri in Nord Uganda Il 6 luglio 2025 si terrà la 38ª edizione della Maratona dles Dolomites – Enel, uno degli eventi ciclistici più prestigiosi e partecipati d’Europa. Accanto all’impegno sportivo, la Maratona rinnova anche quest’anno la sua vocazione solidale sostenendo tre progetti benefici, tra cui [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2 data-start="326" data-end="404">Il progetto “Dai Luce al Futuro” per garantire parti sicuri in Nord Uganda</h2>
<p data-start="406" data-end="775">Il <strong data-start="409" data-end="426">6 luglio 2025</strong> si terrà la <strong data-start="439" data-end="492">38ª edizione della <a href="https://www.maratona.it/it/">Maratona dles Dolomites</a> – Enel</strong>, <strong>uno degli eventi ciclistici più prestigiosi e partecipati d’Europa</strong>.</p>
<p data-start="406" data-end="775">Accanto all’impegno sportivo, la Maratona rinnova anche quest’anno la sua<strong> vocazione solidale</strong> sostenendo tre progetti benefici, tra cui <strong data-start="697" data-end="721">“</strong>Dai Luce al Futuro” della Fondazione Ambrosoli.</p>
<p data-start="777" data-end="1038">Essere stati scelti tra i beneficiari di questa edizione rappresenta per noi un<strong> riconoscimento importante e un’opportunità concreta per rafforzare l’impatto del nostro lavoro</strong> nella lotta alla mortalità materna e neonatale in Nord Uganda, dove ancora oggi troppe donne non hanno accesso a un parto sicuro.</p>
<h3 data-start="1045" data-end="1082">Un aiuto concreto per 3.000 mamme</h3>
<p data-start="1084" data-end="1378">Nel distretto di Agago dove opera il Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, la mortalità materna e infantile legata al parto rappresenta una grave emergenza sanitaria, con un tasso di mortalità materna di 501 decessi ogni 100.000 nati vivi. La difficoltà di accesso a cure prenatali e a un parto sicuro nelle aree rurali aggrava ulteriormente questa situazione.</p>
<p data-start="1380" data-end="1638">Grazie ai fondi raccolti attraverso la Maratona dles Dolomites, potremo <strong data-start="1452" data-end="1506">sostenere per un anno 15 ostetriche e una caposala</strong> del <strong data-start="1511" data-end="1560">reparto di Maternità dell’Ospedale di Kalongo</strong>, garantendo così assistenza professionale e continua a circa <strong data-start="1622" data-end="1637">3.000 donne</strong>.</p>
<h3 data-start="1645" data-end="1705">Un presidio fondamentale per la salute materno-infantile</h3>
<p data-start="1707" data-end="2017">Il reparto maternità dell’Ospedale di Kalongo dispone di <strong data-start="1764" data-end="1782">75 posti letto</strong> e conta su <strong data-start="1794" data-end="1824">19 professionisti dedicati</strong>. In un Paese dove si stima ci sia <strong data-start="1859" data-end="1901">una sola ostetrica ogni 2.000 abitanti</strong>, il contributo delle nostre operatrici è fondamentale per salvare vite e garantire cure adeguate a madri e neonati.</p>
<p data-start="2019" data-end="2240">Sostenere il progetto significa <strong data-start="2051" data-end="2110">rendere accessibile il parto sicuro a migliaia di donne</strong> e contribuire in modo tangibile alla riduzione della mortalità materna e infantile in una delle zone più vulnerabili dell’Africa.</p>
<h3 data-start="2247" data-end="2296">Grazie alla Maratona e a chi pedalerà con noi!</h3>
<p data-start="2298" data-end="2588">Siamo profondamente grati agli organizzatori della Maratona dles Dolomites e a tutti i ciclisti che hanno scelto di sostenere la nostra causa. Il loro impegno sportivo diventa per noi una risorsa fondamentale per continuare a garantire <strong data-start="2534" data-end="2563">cura, sicurezza e dignità</strong> a tante donne e bambini.</p>
<p data-start="2590" data-end="2631"><strong data-start="2590" data-end="2631">Ogni pedalata può fare la differenza.</strong></p>

<p><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/la-fondazione-ambrosoli-tra-i-beneficiari-della-maratona-dles-dolomites-2025/">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Uganda, la perla d’Africa con il futuro in mano alle donne</title>
		<link>https://www.fondazioneambrosoli.it/uganda-la-perla-dafrica-con-il-futuro-in-mano-alle-donne/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADM-translator]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 21 Apr 2025 10:42:10 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[fondazione ambrosoli]]></category>
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		<category><![CDATA[ospedale Kalongo]]></category>
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					<description><![CDATA[Le donne in Africa sono il motore del Paese, la sua energia. Fanno il possibile per accedere all’istruzione, portano a casa stipendi che permettono a intere famiglie allargate di vivere e far studiare i figli, coltivano i campi e soprattutto non si arrendono grazie alla loro forza interiore. Ma essere donna è ancora una sfida [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Le <strong>donne in Africa</strong> <strong>sono il motore del Paese</strong>, la sua energia. Fanno il possibile per accedere all’istruzione, portano a casa stipendi che permettono a intere famiglie allargate di vivere e far studiare i figli, coltivano i campi e soprattutto non si arrendono grazie alla loro forza interiore. Ma essere donna è ancora una <em>sfida nella sfida</em>: se sono sempre di più quelle che cercano di riscattarsi da una condizione di svantaggio economico e sociale, gli ostacoli e le difficoltà da superare sono ancora tanti.</p>
<p>I <strong>tassi di fertilità</strong> in Africa sono i più alti nel mondo. Solo in Uganda ognuna ha in media 6 figli e il 15% partorisce il primo figlio tra i 15 e i 19 anni. Più di 1 donna su 5 di età compresa tra i 15 e i 49 anni ha subito un qualche tipo di <strong>violenza sessuale</strong> nel corso della sua vita e molte delle violenze sono consumate in ambiente domestico, soprattutto in aree rurali dove tasso di scolarizzazione è basso. Le violenze di genere possono avere conseguenze devastanti per la loro vita: molto spesso si ritrovano ad affrontare gravidanze indesiderate, aborti praticati in condizioni non sicure, con il rischio di contrarre malattie sessualmente trasmissibili. <strong>La condizione della donna in Uganda è quindi ancora estremamente critica.</strong></p>
<p>Sono proprio le gravidanze frequenti e ravvicinate che creano problemi sanitari e sociali, specie quando non sono desiderate e avvengano in contesti di grande povertà. Un tema delicato e urgente. Se il tasso di fertilità rimarrà costante, le proiezioni delle Nazioni Unite prevedono che nel 2050 la popolazione mondiale sarà di 10,6 miliardi e, a tendenza inalterata, nel 2100 arriverà a 15,8 miliardi.</p>
<p>Ma sono proprio le storie di <em>Gladys</em>, <em>Molly</em>, <em>Sida</em>, <em>Hellen</em> che si sono diplomate alla <a href="https://www.kalongomidwifery.org/">Midwifery School di Kalongo</a>, la nostra scuola di ostetricia, la testimonianza che le cose possono cambiare, che la<strong> donna che diventa auto-efficiente può superare tutti i problemi sociali</strong> contribuendo alla comunità, salvaguardano tante nuove vite.</p>
<p>All’ospedale di Kalongo il lavoro è donna: ostetriche, infermiere e dottoresse contribuiscono alla cura di moltissime mamme e bambini, combattendo la mortalità materno-infantile, e alla formazione delle studentesse della scuola di ostetricia. Dalla sua nascita nel 1959 alla St. Midwifery School si sono diplomate circa 1.600 ostetriche che, grazie a una formazione qualificata, hanno contribuito con professionalità alla prevenzione, alla cura delle donne non solo in Uganda, ma anche in numerosi Paesi dell’Africa sub sahariana.</p>
<p>Il numero di iscritte è aumentato negli anni e la media annuale di studentesse che terminano i corsi è di circa 30 per il corso di ostetriche professionali e circa 12 per il diploma di ostetriche caposala.</p>
<p>Oltre ad assicurare continuità medica al reparto di Maternità dell’Ospedale, la Scuola contribuisce anche allo<strong> sviluppo del ruolo sociale della donna</strong> quale importante strumento di empowerment femminile. La formazione lavora a 360° sulla figura femminile e sull’essere donne, cercando di aiutarle a diventare autonome nelle decisioni, acquisire buon senso e lucidità di pensiero non condizionato dalla figura maschile.</p>
<p><strong>Investire nell’<em>empowerment</em> delle donne</strong> significa creare un prerequisito essenziale per la realizzazione della giustizia sociale, significa facilitare un percorso diretto verso la parità di genere, lo sradicamento della povertà e una crescita economica inclusiva, specialmente in aree del mondo remote e rurali, in cui alle avversità naturali e ambientali si aggiungono limitazioni sociali, economiche e culturali. Questa è l<strong>’eredità importante e lungimirante che padre Giuseppe Ambrosoli</strong> ci ha lasciato e per cui ha dato la vita e che oggi si legge nei sorrisi, nella forza di volontà e nell’orgoglio di tutte le studentesse della Midwifery School che sanno di poter fare la differenza.</p>
<p><strong>Grazie a tutti voi che ci aiutate a realizzare i loro sogni!</strong></p>
<h3><strong><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/cosa-facciamo/borse-di-studio-per-ostetriche/">Scopri di più su come sosteniamo l'empowerment femminile </a></strong></h3>

<p><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/uganda-la-perla-dafrica-con-il-futuro-in-mano-alle-donne/">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>L’educazione motore di cambiamento in Uganda e in Italia</title>
		<link>https://www.fondazioneambrosoli.it/leducazione-motore-di-cambiamento-in-uganda-e-in-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADM-ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 23 Jan 2025 08:45:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[In occasione della Giornata Nazionale dell’Educazione, la Fondazione Dr. Ambrosoli celebra il potere trasformativo dell’istruzione attraverso il suo impegno in Uganda, dove l’educazione non è solo un diritto, ma una vera e propria leva per il progresso sociale ed economico. Empowerment femminile e formazione specialistica La Fondazione Dr. Ambrosoli, ispirata dall’eredità del medico e missionario [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione della <strong>Giornata Nazionale dell’Educazione</strong>, la Fondazione Dr. Ambrosoli celebra il potere trasformativo dell’<strong>istruzione</strong> attraverso il suo impegno in Uganda, dove l’educazione non è solo un diritto, ma una vera e propria leva per il progresso sociale ed economico.</p>
<h3>Empowerment femminile e formazione specialistica</h3>
<p>La Fondazione Dr. Ambrosoli, ispirata dall’eredità del <strong>medico e missionario Giuseppe Ambrosoli</strong>, opera dal 1998 a Kalongo, nel nord dell’<strong>Uganda</strong>, per sostenere l’<strong>empowerment della comunità locale</strong>.<br />
Fulcro della missione della Fondazione sono l’<strong>Ospedale missionario</strong> fondato dal Beato padre Ambrosoli e la <a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/cosa-facciamo/borse-di-studio-per-ostetriche/"><strong>St. Mary’s Midwifery Training School</strong></a>, un’istituzione di formazione specialistica ostetrica che rappresenta un faro di cambiamento per l’intera regione.</p>
<p>La St. Mary’s Midwifery School offre un percorso formativo completo e multidisciplinare, formando le sue studentesse non solo alle <strong>competenze ostetriche</strong>, ma anche a quelle infermieristiche, al management e all’economia domestica. Grazie a un approccio educativo orientato alla pratica, le studentesse lavorano a stretto contatto con l’Ospedale Dr. Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, acquisendo esperienza diretta nei diversi reparti ospedalieri.</p>
<p>Ma l’impatto della scuola va oltre la formazione tecnica: attraverso la promozione dell’autonomia professionale e dell’empowerment femminile, la St. Mary’s Midwifery School offre alle giovani donne l’opportunità di <strong>costruire il proprio futuro.</strong><br />
Con oltre 1.600 ostetriche preparate dal 1959 e una <strong>media di oltre 50 ostetriche formate all'anno</strong>, la scuola ha dato un contributo significativo alla forza lavoro sanitaria ugandese, <strong>migliorando le condizioni di salute materno-infantile</strong> in tutta la regione, rafforzando l’<strong>autonomia femminile</strong>. Questo circolo virtuoso tra istruzione e assistenza sanitaria, reso possibile dalla sinergia tra la scuola e l’ospedale, continua a ispirare generazioni di donne, sostenendo al contempo il progresso socio-economico delle comunità locali.<br />
Oggi sia il ministero della Sanità sia quello dell’Istruzione locali la riconoscono come un’eccellenza, e la scuola è stata accreditata come una delle migliori del settore in Uganda, ottenendo il prestigioso riconoscimento di 5 stelle su 5.</p>
<h3>Collaborazioni internazionali per l'educazione e la sanità</h3>
<p>La missione educativa della Fondazione Dr. Ambrosoli si estende anche attraverso <strong>collaborazioni strategiche con alcune delle principali università italiane</strong>. Grazie a queste partnership, studenti e professionisti della salute hanno l’opportunità di svolgere <strong>tirocini e attività di volontariato</strong> a Kalongo, contribuendo al miglioramento dei servizi sanitari locali e acquisendo esperienze uniche in contesti internazionali.<br />
Nel corso del 2024, sono partiti per Kalongo 44 volontari, tra specializzandi, specialisti, tecnici e indipendenti, molti dei quali attraverso collaborazioni strutturate. Tra queste, spiccano il partenariato con l’<a href="https://www.unito.it/"><strong>Università di Torino</strong></a> tramite l’associazione Idea Onlus, che ha portato 17 volontari a Kalongo nel 2024, e l’accordo “Global Health Center” con l<a href="https://www.unimib.it/"><strong>’Università Bicocca</strong></a>, che ha permesso a 6 ostetriche e 5 specializzandi in medicina d’urgenza dell’Ospedale Niguarda di vivere un’esperienza formativa sul campo.</p>
<p>A partire dal 2025, l’Ospedale di Kalongo è inoltre tra le sedi internazionali disponibili per il tirocinio degli studenti del <strong>Master in Global Health dell’Università degli Studi di Milano</strong>, consolidando ulteriormente il legame tra la Fondazione Dr. Ambrosoli e il panorama accademico milanese. È in fase di avvio una collaborazione con l’Università degli Studi di Milano per coinvolgere specializzandi di diverse discipline mediche, con l’ambizione di estendere questa collaborazione al programma Erasmus+ nei prossimi anni.</p>
<blockquote><p>“La Fondazione Dr. Ambrosoli è profondamente grata per il sostegno delle istituzioni accademiche e dei volontari che, anno dopo anno, scelgono di contribuire a questa straordinaria missione di solidarietà, formazione e cambiamento. In questa Giornata Nazionale dell’Educazione, la Fondazione rinnova il suo impegno a promuovere un accesso equo e inclusivo all’istruzione, riconoscendone il ruolo cruciale per il progresso delle comunità più vulnerabili” afferma<strong> Giovanna Ambrosoli</strong>, Presidente della Fondazione.</p></blockquote>

<p><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/leducazione-motore-di-cambiamento-in-uganda-e-in-italia/">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Disabilità in Uganda, il progetto You are not alone</title>
		<link>https://www.fondazioneambrosoli.it/disabilita-in-uganda-il-progetto-you-are-not-alone/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADM-ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 30 Dec 2024 14:38:26 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[In Uganda, migliaia di persone affrontano ogni giorno il peso dello stigma e le difficoltà legate alla disabilità e all’accesso alle cure. A Kalongo la Fondazione Dr. Ambrosoli, in collaborazione con CBM Italia, guida il progetto triennale “You Are Not Alone”, finanziato dall’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo. Il progetto si focalizza su diagnosi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>In Uganda, migliaia di persone affrontano ogni giorno il peso dello stigma e le difficoltà legate alla <strong>disabilità</strong> e all’<strong>accesso alle cure</strong>. A Kalongo la Fondazione Dr. Ambrosoli, in collaborazione con <a href="https://www.cbmitalia.org/">CBM Italia</a>, guida il <strong>progetto triennale</strong> “You Are Not Alone”, finanziato dall’<a href="https://www.aics.gov.it/">Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo</a>.</p>
<p>Il progetto si focalizza su diagnosi precoce, cure specialistiche, formazione del personale sanitario e supporto alle famiglie. Oltre a prevenire e trattare <strong>disabilità visive, motorie e mentali</strong>, mira a <strong>promuovere l’inclusione sociale</strong> e migliorare la qualità della vita.</p>
<p>Per sensibilizzare l’opinione pubblica sulla realtà delle persone con disabilità, è in corso anche la realizzazione di un documentario girato a Kalongo dal filmmaker <strong>Giulio Tonincell</strong>i, che racconta le storie di alcune famiglie toccate dalla disabilità.</p>
<p>Nel distretto di Agago, dove si trova Kalongo, il <strong>22% della popolazione vive con una qualche forma di disabilità,</strong> una percentuale significativamente più alta della media nazionale. Nella regione di Acholi, quasi un quarto dei giovani con disabilità tra i 6 e i 24 anni ha abbandonato la scuola, mentre l’11% non ha mai potuto frequentarla.</p>
<p><strong><a href="https://www.africarivista.it/disabilita-in-uganda-una-sfida-sociale-tra-stigma-e-speranza/246927/">Leggi l'articolo su Africa Rivista</a></strong></p>

<p><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/disabilita-in-uganda-il-progetto-you-are-not-alone/">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Un’eredità filantropica che unisce Italia e Uganda</title>
		<link>https://www.fondazioneambrosoli.it/uneredita-filantropica-che-unisce-italia-e-uganda/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[ADM-ferrari]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 23 Dec 2024 09:44:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[Nel cuore della missione sanitaria e sociale della Fondazione Dr. Ambrosoli si intrecciano valori di solidarietà, dignità umana e impegno concreto, che affondano le radici nella storia di una famiglia e di un uomo straordinario: padre Giuseppe Ambrosoli. L'intervista pubblicata su We-Wealth il 18 dicembre 2024 a Giovanna Ambrosoli, presidente della Fondazione e nipote di [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel cuore della missione sanitaria e sociale della Fondazione Dr. Ambrosoli si intrecciano valori di solidarietà, dignità umana e impegno concreto, che <strong>affondano le radici nella storia di una famiglia</strong> e di un uomo straordinario:<strong> padre Giuseppe Ambrosoli</strong>.</p>
<p>L'<a href="https://www.we-wealth.com/news/fondazione-ambrosoli-eredita-famiglia-filantropia-italia"><strong>intervista pubblicata su We-Wealth</strong> </a>il 18 dicembre 2024 a <strong>Giovanna Ambrosoli</strong>, presidente della Fondazione e nipote di padre Giuseppe, racconta l'evoluzione di un progetto che dal 1957 ha trasformato la vita di migliaia di persone nel nord dell’Uganda, da quando padre Giuseppe, medico e missionario, decise di dedicare la propria vita a una missione sanitaria che ha avuto un impatto duraturo sul territorio.</p>
<p>In questo articolo, Giovanna Ambrosoli ripercorre la nascita della Fondazione nel 1998, <strong>voluta dalla sua famiglia per continuare l’opera di padre Giusepp</strong>e, e ci parla della missione che ancora oggi guida il lavoro quotidiano di tanti operatori sanitari a Kalongo, un ospedale che continua a rappresentare un punto di riferimento imprescindibile per la comunità locale. La Fondazione, infatti, non solo preserva l’eredità umana e professionale di padre Giuseppe, ma supporta attivamente lo sviluppo sanitario e sociale di una delle regioni più povere dell'Africa.</p>
<p>Con un linguaggio ricco di emozione e concretezza, <strong>l’intervista traccia il cammino della Fondazione,</strong> dai primi passi mossi dalla famiglia Ambrosoli per sostenere l'ospedale, fino alla sua evoluzione in una realtà strutturata e sempre più operativa. Una storia che, come ci racconta Giovanna, è un <strong>esempio tangibile di come i valori filantropici possano superare i confini e attraversare generazioni</strong>.</p>
<p><strong><a href="https://www.we-wealth.com/news/fondazione-ambrosoli-eredita-famiglia-filantropia-italia">Leggi l'articolo</a></strong></p>

<p><a href="https://www.fondazioneambrosoli.it/uneredita-filantropica-che-unisce-italia-e-uganda/">Source</a></p>]]></content:encoded>
					
		
		
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