Con cura e con amore: un piccolo miracolo

Ci sono storie che raccontano molto più di un viaggio di volontariato: parlano di cura, di impegno e umanità condivisaCome la testimonianza di Francesca Piras, specializzanda in pediatria, che ci accompagna dentro la realtà di Kalongo. 

Francesca, qual è stata l’emozione più forte che hai vissuto a Kalongo, sia come medico che come persona? 

A Kalongo, purtroppo o per fortuna, l'emozione ha avuto per me molti volti: è stato il peso sul petto quando ti vedi arrivare di corsa, in braccio alla madre, un bambino in arresto e doverlo rianimare; è stata la sensazione di impotenza quando capisci di non poter fare più di così e devi accettare di fermarti. Ma è anche il rendersi conto di esserci stati quando serviva e la gioia di essere riusciti, almeno per qualcuno, a fare qualcosa di utile. 

Come quella volta che è arrivato in reparto un bimbo di 6 mesi con una meningite severa. Le sue condizioni sono gradualmente peggiorate fino a uno stato comatoso. Sembrava non rispondere ai trattamenti e, come spesso capita in contesti come questo, è sorta spontanea la domanda: “possiamo davvero fare altro o è ormai troppo tardi?”. Per giorni il bambino è rimasto in uno stato critico che sembrava lasciare poco spazio alla speranza. Ma non abbiamo gettato la spugna e grazie all’aiuto della mamma che ha accolto le nostre indicazioni, di un bravo infermiere che si è dedicato a lui e a un’attenta revisione quotidiana, piano piano si è ripreso. 

Mi ha colpito il sorriso della madre e la gratitudine nel suo sguardo, quando sono tornati per il controllo, sorridente e vivace. Questo è stato un piccolo miracolo che mi porterò sempre dentro. 

Pensi sia importante per un medico trascorrere del tempo in un posto come Kalongo?  WhatsApp Image 2026 02 25 at 14.23.27

 

 

Sì, perché è un’esperienza che mette alla prova le tue capacità e i tuoi limiti in un modo che la nostra realtà non permette. Ti insegna a fare del tuo meglio con i pochi mezzi che hai, a guardare davvero chi hai davanti facendo della medicina “su misura” del paziente e delle sue possibilità e anche a metterti in gioco, sfidando il timore di non essere all’altezza. 

Consiglierei di partire con un cuore leggero e una mente aperta. Di venire qui con umiltà e voglia di adattarsi ad un mondo che è diverso da quello a cui siamo abituati e che si basa su altre dinamiche, che si scoprono e comprendono man mano. Ci saranno momenti che riempiranno di gioia e altri che toglieranno il fiato. Ma ne sarà valsa la pena! 

- Francesca Piras, specializzanda in pediatria 

 

Francesca è una delle prime volontarie arrivate quest’anno al Dr Ambrosoli Memorial Hospital, insieme a Corrado, Enrico, Giulia, giovani medici specializzandi che, accanto ai colleghi locali, si sono messi al lavoro dal primo giorno per assistere, curare, accompagnare i più fragili e vulnerabili. Con umiltà, professionalità e grande forza d’animo. 

Oggi, a causa della nuova epidemia di Ebola che ha colpito il Congo e con alcuni casi positivi registrati anche in Uganda, i volontari presenti a Kalongo sono rientrati in Italia, chi era prossimo alla partenza dovrà posticiparla, in attesa di capire come si evolverà la situazione.

I volontari medici specializzandi che ogni anno scelgono di spendersi per gli ultimi al Dr Ambrosoli Memorial Hospital sono una risorsa preziosissima per tutto l'ospedale, per i suoi numerosi pazienti e per lo staff sanitario.

Speriamo di cuore possano far presto ritorno a Kalongo!

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