L’Africa non ha ancora raggiunto l’apice dei contagi. Verosimilmente tra fine luglio e inizio agosto potrebbe contare circa un milione di casi e 60.000 decessi, in una sua previsione l’OMS si spinge ancora più là nel tempo e nei numeri. Ma ormai sappiamo che è difficile fare previsioni su questa pandemia globale.

Essere a fianco dei più fragili che devono giocare tutta la loro partita sulla prevenzione, perché vivono nell’emergenza quotidiana diventa vitale.

La Conferenza Episcopale Italia attraverso i fondi derivanti dall’8×1000 della Chiesa Cattolica, con il Progetto Emergenza Covi19, ha stanziato un importante finanziamento, per l’acquisto di materiale sanitario: un aiuto che giunge a Kalongo dando forza e coraggio allo staff dell’ospedale impegnato nella difficile difesa della salute dei pazienti e delle comunità locali.

Grazie al contributo di CEI sono stati acquistati 10 concentratori di ossigeno fondamentali per trattare i pazienti con insufficienza respiratoria, considerando che a Kalongo non c’è terapia intensiva. Saturimetri, guanti sterili e mascherine, grembiuli protettivi per lo staff dell’ospedale, disinfettanti e termometri infrarossi.

A CEI e a quanti ci supportano il nostro grazie per guardare con speranza al futuro. I nuovi dispositivi e le attrezzature mediche permetteranno non solo di essere pronti ad affrontare l’emergenza, ma, anche e soprattutto, di offrire una migliore assistenza ai pazienti più fragili, dando una speranza di vita ai più piccoli e ai nati prematuri con insufficienza respiratoria.