Rispetto alla mia prima esperienza l’Uganda è molto cambiato, Kalongo è oggi un villaggio vivace e offre servizi impensabili trent’anni fa: c’è la corrente elettrica, ci sono negozietti, ristorantini, uno sportello bancario, un buon numero di scuole. Anche sul piano epidemiologico ho notato cambiamenti importanti, per esempio le epidemie di morbillo che mietevano decine di vittime tra i bambini; ricordo che allora ne morivano anche 2-3 ogni notte!

Tutto questo è segno di progresso igienico-sanitario e di conseguenza di sviluppo sociale; grazie alla diffusione delle latrine, il miglioramento della qualità dell’acqua, le vaccinazioni, la sensibilizzazione e la scolarizzazione. Purtroppo, però, la battaglia vera, quella contro la povertà non è per nulla vinta e c’è sempre tanta miseria, spesso estrema. Il ruolo degli ospedali missionari come l’ospedale di Kalongo, resta cruciale, specie per i più poveri. L’Uganda oggi offre discrete possibilità di cura per varie patologie, anche gravi, ma il costo è assolutamente proibitivo per la gente comune. Per questo dico che qui, spesso, il vero nome della malattia non è idrocefalo, o insufficienza renale, ma è semplicemente “povertà”.

L’ospedale di Kalongo è oggi un ospedale gestito da personale africano: in questo vedo realizzata l’idea-guida di padre Ambrosoli, che fin dalle origini, prima ancora di cercare medici in Italia, ha pensato alla formazione di personale locale, fondando la scuola ostetriche, che ancora oggi qualifica decine di giovani ogni anno. Certamente non è sempre facile, ma siamo qui per camminare insieme a questa comunità e per sostenerla. 

Da inizio ottobre 2017 il Dr. Tito Squillaci si trova in missione a Kalongo, accompagnato dalla moglie Nunziella, per condurre un intenso programma di formazione del personale locale del reparto di pediatria e per avviare il nuovo reparto di neonatologia dell’ospedale. Già dirigente medico del reparto di pediatria dell’ospedale “Tiberio Evoli” di Melito di Porto Salvo, in provincia di Reggio Calabria, il Dr. Squillaci sin dalla specializzazione in pediatria ha partecipato a numerose missioni di cooperazione allo sviluppo in Sierra Leone, Malawi e anche in Uganda a Kalongo, dove lavorò da gennaio 1983 ad aprile 1985, proprio accanto a Padre Giuseppe.