Kevin ha quasi 4 anni. È stata ricoverata all’ospedale di Kalongo il 29 novembre 2019, ed è stata subito sottoposta al trattamento antimalarico. E’ sdraiata a letto, immobile. Il corpo rigido, i piedi e le mani flessi, le braccia stese lungo il corpo. La mamma e il papà la rinfrescano con panni bagnati senza lasciarla un attimo. Ciò che preoccupa i medici è la gravità del quadro neurologico che la malaria ha provocato: la piccola non risponde né allo stimolo verbale né a quello doloroso. Le pupille presentano una debole e lenta risposta allo stimolo luminoso.

L’ottavo giorno di trattamento la bambina risponde al tentativo dei suoi genitori di chiamarla. Apre gli occhi e li segue con lo sguardo. Nessuno può crederci! I medici a turno la chiamano e ottengono tutti la stessa risposta: Kevin apre gli occhi e li segue con lo sguardo.

Con il procedere dei giorni la rigidità si sostituisce a un corpo più morbido, più flessibile.

Il 16 dicembre, con sorpresa di tutti, Kevin si siede sul letto e inizia a sorseggiare del the caldo. Non ha ancora le forze per reggersi in piedi ma si guarda intorno e sorride. I medici della pediatria decidono di dimetterla, con la promessa di rivedersi per seguire i miglioramenti neurologici.

Accompagnata dalla mamma, Kevin è regolarmente tornata in ospedale per i controlli, fino al giorno in cui è riuscita a farlo reggendosi sulle proprie gambe, finalmente completamente guarita.

 

Da giugno a dicembre 2019 sono stati 5.924 i bambini accolti, curati e assistiti nel reparto pediatrico, l’80% dei quali perché affetto da malaria. Kevin è una delle tante bambine che solo grazie alla presenza del Dr. Ambrosoli Memorial Hospital è stata rapidamente sottoposta al trattamento antimalarico che le ha permesso di sopravvivere e tornare ad abbracciare la propria famiglia.

Una storia a lieto fine che abbiamo scritto insieme! Grazie a quanti nei mesi scorsi hanno risposto al nostro appello per l’emergenza malaria.