Giovedì 29 ottobre, la Charity Dinner annuale della Fondazione Ambrosoli ha riunito amici e sostenitori a Villa d’Este, per guardare insieme "Oltre l'emergenza" e raccontare le sfide del Dr.Ambrosoli Memorial Hospital e gli interventi necessari a garantirne la continuità e la sostenibilità.
A Kalongo, in Uganda, l’emergenza non è sempre un evento improvviso. Può essere una mamma che arriva dopo ore di viaggio con un parto complicato, un bambino con la malaria grave che necessita di una trasfusione, un’interruzione di corrente durante un intervento chirurgico. Situazioni che, in un contesto fragile, fanno parte della quotidianità dell’ospedale.
È da questa consapevolezza che ha preso avvio la Charity Dinner della Fondazione Ambrosoli, che si è svolta giovedì 29 ottobre nella suggestiva cornice di Villa d’Este, a Cernobbio. Il tema scelto per questa edizione, «Oltre l’emergenza. Presenza e continuità per il futuro di Kalongo», ha guidato una serata dedicata a raccontare non soltanto le urgenze da affrontare, ma soprattutto il lavoro necessario per costruire un ospedale sempre più preparato a rispondere ai bisogni delle comunità locali.
A guidare il racconto è stato Matteo Caccia, autore e conduttore di Radio 24, che ha accompagnato gli ospiti attraverso le testimonianze di chi conosce da vicino la realtà di Kalongo. Sono intervenuti la Presidente Giovanna Ambrosoli, Lucrezia Rovati, sul rinnovamento dei servizi di emergenza e dell'assistenza ai pazienti, Giampiero Porro, sulle infrastrutture essenziali al funzionamento dell'ospedale, e Giuliano Rizzardini, sulle sfide sanitarie che collegano l'Africa al resto del mondo.
La sospensione dei finanziamenti USAID, le conseguenze della crisi climatica, l'aumento dei costi di farmaci, carburante e apparecchiature e le nuove esigenze di prevenzione legate all'emergenza Ebola sono alcune delle sfide che hanno segnato l'ultimo anno.
La crisi alimentare, aggravata dalla perdita di raccolti, ha avuto conseguenze particolarmente pesanti sulla popolazione: il reparto dedicato ai bambini malnutriti, riattivato per rispondere a bisogni crescenti, accoglie oggi circa 300 piccoli pazienti.
In questo scenario, l'Ospedale di Kalongo continua a garantire assistenza a migliaia di persone. Nell'ultimo anno ha accolto quasi 48.000 pazienti, assistito oltre 2.600 parti e realizzato più di 3.000 interventi chirurgici. Ha inoltre seguito 537 bambini nati prematuri e garantito cure a circa 2.500 pazienti con HIV.
Dietro questi numeri ci sono soprattutto le competenze e l'impegno quotidiano del personale sanitario ugandese: medici, ostetriche, infermieri e tecnici che assicurano la continuità delle cure anche nelle condizioni più difficili.
Per rispondere alle necessità immediate e rafforzare la capacità dell'ospedale di affrontare le sfide future, la Fondazione ha portato avanti diversi interventi strutturali e programmi di formazione.
Tra i principali risultati dell'ultimo anno:
Al centro di ogni intervento c'è un elemento fondamentale: la formazione del personale locale. Un reparto rinnovato, una nuova apparecchiatura o un servizio più efficiente possono fare davvero la differenza solo se ci sono professionisti preparati a gestirli e a garantirne il funzionamento nel tempo.
È la stessa visione che ha guidato Padre Giuseppe Ambrosoli: costruire le condizioni perché l'assistenza sanitaria potesse continuare anche in futuro. La Scuola di Ostetricia St. Mary's ne è una delle espressioni più significative: oltre 1.600 ostetriche si sono formate a Kalongo, contribuendo a rafforzare le competenze sanitarie locali e l'assistenza alle madri e ai neonati.
«Per noi sostenibilità significa andare oltre l'emergenza. Curare oggi per preparare il domani».
Con queste parole, la presidente Giovanna Ambrosoli ha ribadito il senso dell'impegno della Fondazione: essere presente accanto all'ospedale sia quando è necessario intervenire con urgenza, sia quando occorre investire sulle strutture, sulle competenze e sull'organizzazione.
La fiducia e la vicinanza dei sostenitori rendono possibile questo lavoro, permettendo alla Fondazione di contribuire a mantenere accessibili le cure e a garantire continuità all'opera di Kalongo.
La serata ha visto anche il lancio della prima asta benefica online della Fondazione, realizzata sulla piattaforma Memorabid. Oggetti ed esperienze donati da aziende e amici della Fondazione sono stati messi a disposizione dei partecipanti per raccogliere ulteriori risorse a sostegno dell'ospedale.
Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla serata e che, con la loro presenza e il loro sostegno, continuano a essere parte di questo percorso.