Cari amici, care amiche,
oggi, per la prima volta, sono i nostri amici di Kalongo a guardarci con apprensione per ciò che sta accadendo qui in Italia. Preoccupati per noi, per la nostra salute, per quella dei nostri familiari. Come solo gli africani sanno fare: con grande empatia e solidarietà.
Ma anche con grande calma. Consapevoli che le sfide più grandi si possono affrontare solo con senso di responsabilità, lucidità e coraggio. E soprattutto fiducia.

Per questo noi continueremo a raccontarvi di Kalongo e a rispondere alle vostre domande. Lo faremo da casa, dove ci siamo organizzati al meglio per continuare, in sicurezza, a portare avanti il nostro lavoro. Perché il nostro comune impegno per Kalongo può e deve essere portato avanti.

Ancora più consapevoli che il diritto alla salute è davvero il bene più prezioso per tutti noi. Sempre, ovunque.

Il 27 marzo sarà il trentatreesimo anniversario della morte di padre Giuseppe Ambrosoli. Nell’attesa di poter presto celebrare la sua beatificazione teniamo lo sguardo fisso sulle orme di padre Giuseppe che mai si è lasciato scoraggiare, mai ha indietreggiato, mai ha lasciato che la paura e lo sconforto avessero la meglio.

Restiamo a casa, ma ancora più vicini!