“Se si considera il momento attuale, tutti questi lavori, umanamente parlando, sono una pazzia.

Ma noi non lavoriamo per il nostro interesse personale, bensì per il bene di questa nostra gente

che in ogni modo speriamo domani potrà fruire di quanto abbiamo fatto per loro”

Padre Giuseppe Ambrosoli, Kalongo 1974

 

In questo momento così difficile e incerto per tutti le parole di padre Giuseppe ci danno fiducia.

Sabato il Ministro della Salute Ugandese ha confermato il primo caso di Covid-19 in Uganda. Il governo ugandese ha posto misure molto restrittive per prevenire la diffusione del virus che ora si sono fatte più stringenti.

Il dott. Tito Squillaci e gli altri volontari a Kalongo sono dovuti tornare in Italia. Sappiamo che la loro partenza e la cancellazione di tutte le missioni dei medici italiani, impegnati ora nel nostro Paese nella battaglia contro il virus, avranno pesanti ripercussioni sulle attività cliniche e di formazione.

La scuola di ostetricia, come tutte le scuole in Uganda, è stata chiusa. Viviamo questa scelta obbligata con grande preoccupazione, perché la scuola è una risorsa vitale per l’ospedale. E con immensa tristezza, ripensando ai giorni bui di oltre 60 anni fa, quando padre Giuseppe, dopo l’evacuazione forzata dell’ospedale e nonostante le precarie condizioni di salute, spese fino all’ultima delle sue forze per garantire la sopravvivenza della scuola.

L’ospedale sta predisponendo un piano di emergenza ma a Kalongo terapie intensive e attrezzature adeguate ad affrontare la pandemia non ci sono. L’ospedale non può farcela da solo. Questo c’è ancora più evidente oggi, alla luce di quello che stiamo vivendo qui in Italia e del messaggio accorato che il Dott. Tito Squillaci ci ha inviato.

Abbiamo una grande responsabilità nei confronti dell’ospedale e della scuola di ostetricia e l’abbiamo nei vostri confronti perché credete nel nostro lavoro e ci sostenete.

Lavoreremo con tutte le nostre energie perché l’ospedale e la scuola continuino a operare al meglio e possano prepararsi ad affrontare l’emergenza.

Insieme possiamo farcela!