Cari amici,

il 29 novembre 2019, proprio mentre mi trovavo a Kalongo, la Santa Sede ha comunicato il riconoscimento, da parte di Papa Francesco, del miracolo avvenuto per l’intercessione di padre Giuseppe Ambrosoli. Indescrivibile la gioia di tutti noi alla notizia che da tempo attendavamo. In Uganda come in Italia l’emozione è stata davvero grande.

Così come grande è ora l’attesa per il decreto del Papa che indicherà la data e il luogo delle celebrazioni per la beatificazione, che avranno luogo in Uganda e poi a Como e a Ronago, terra natale di padre Giuseppe. A questa grande emozione si aggiungono un rinnovato senso di responsabilità e uno slancio verso il futuro dell’ospedale e della scuola. Oggi, per la fase così difficile che tutti noi stiamo vivendo, siamo ancora più consapevoli che il diritto alla salute è davvero il bene più prezioso per ognuno di noi. Sempre, ovunque.

Vogliamo custodire l’eredità di padre Giuseppe Ambrosoli a Kalongo e farci portavoce dei suoi valori e del suo esempio capace di accompagnare chi, credente o meno, ne riconosce lo straordinario carisma. Questo momento fa sentire ancora più intenso e profondo l’impegno di tutti quelli che, in Uganda come in Italia, si spendono ogni giorno per mantenere vivi l’ospedale e la scuola di ostetricia a cui padre Giuseppe ha dedicato la sua vita. Per questo oggi vogliamo illustrarvi come abbiamo utilizzato i fondi raccolti nel 2019.

Crediamo che la concretezza dei nostri risultati, unita alla trasparenza delle nostre azioni, possa fare davvero la differenza. Per tutti. Perché quello che abbiamo fatto a Kalongo lo abbiamo fatto grazie a voi. Consapevoli della complessità del momento e delle oggettive difficoltà ma forti della vostra vicinanza, non indietreggiamo nel nostro impegno: il vostro sostegno ci incoraggia e ci permette di proseguire. Perché, come diceva padre Giuseppe: “Dobbiamo andare avanti. C’è ancora così tanto da fare!”. 

Giovanna Ambrosoli