L’Associazione Famiglia Comasca da sempre si prodiga per tramandare i valori testimoniati dalla gente comasca, la loro storia e cultura. Nell’anno delle celebrazioni della Beatificazione di Padre Giuseppe Ambrosoli, ha organizzato un incontro il 21 giugno dalle ore 17.00 alle 18.00 presso la sede, per ricordare la figura di Padre Giuseppe attraverso il racconto e le parole di Giovanna Ambrosoli, nipote e Presidente della Fondazione Ambrosoli.

Un’occasione per ripercorrere quel ponte che unisce Como-Milano-Kalongo che Padre Giuseppe ha alimentato con forza con la sua opera, annullando i km di distanza tra l’ospedale e la Fondazione, i medici ugandesi e i tanti volontari italiani e insegnandoci il bisogno di ricevere e la voglia di dare.

Da oggi puoi festeggiare i giorni più importanti della tua vita con le nuove Bomboniere Solidali della Fondazione Ambrosoli.
Una scelta d'amore che aggiungerà gioia ai tuoi giorni più belli e porterà cure, assistenza medica e formazione a che ne ha più bisogno.

Negli ultimi due anni sono stati i bambini più piccoli e vulnerabili a patire maggiormente gli effetti negativi della pandemia.
Il tasso di occupazione letti è stato costantemente superiore al 100%, questo significa che quasi ogni giorno il personale si è trovato a curare più pazienti di quanti il reparto non fosse in grado di accogliere. Purtroppo, anche i dati di mortalità confermano questo drammatico scenario: sono i dati di mortalità più alti degli ultimi 14 anni per i pazienti ricoverati in pediatria. In questo drammatico scenario, il personale della pediatria è rimasto sempre operativo, pronto ad accogliere e assistere tutti i piccoli pazienti, riservando attenzione e cure costanti ai più fragili.
Per questo oggi siamo ancora più felici di comunicarvi che, superando le grandi difficoltà causate dalla pandemia, siamo riusciti a terminare i lavori di ristrutturazione della pediatria di Kalongo continuando a garantire continuità e qualità delle cure pediatriche. 
Grazie di cuore a Fondazione Mission Bambini Switzerland, Fondazione 13 Marzo, M&G per l'importante sostegno e all’aiuto concreto di chi ha creduto in questo progetto.
Il nuovo reparto ospita già tanti piccoli pazienti con le loro famiglie, in ambienti rinnovati e a misura di bambino, per garantire le migliori cure possibili e un luogo di lavoro sicuro e di qualità allo staff dedicato ai più piccoli.
 
Un GRAZIE DI CUORE a tutti coloro che ci hanno aiutato a realizzare tutto questo!

CARI AMICI,

dopo due anni di attesa e di rinvii a causa della pandemia, la beatificazione di padre Giuseppe Ambrosoli sarà finalmente celebrata in Uganda il 20 novembre 2022.
Siamo grati e gioiosi per questo. E naturalmente non vediamo l’ora di condividere con voi tutte le iniziative che avvieremo perché questo momento tanto atteso sia per tutti l’occasione di scoprire e riscoprire la straordinaria figura di padre Giuseppe, che ancora oggi continua a stupirci e ispirarci. Incoraggiandoci a portare avanti quel piccolo grande miracolo che è Kalongo.

Ma alla luce di questa notizia e a sessantacinque anni esatti dalla nascita dell’ospedale che porta il suo nome, mi interrogo sul futuro che attende questa straordinaria opera di bene e di salvaguardia dei diritti imprescindibili di uguaglianza, cura, istruzione. Una realtà vitale situata in un’area oggi ancora più povera e isolata, sempre più lontana dagli occhi del mondo.

Il presente si presenta molto incerto. Il cammino ancora lungo, a volte ci sembra infinito.
Oggi di fronte ai drammatici eventi a cui stiamo assistendo non vogliamo lasciarci sopraffare dal senso di dolorosa impotenza che accomuna tutti noi.

Sull’esempio di resilienza di Padre Giuseppe vogliamo proseguire sul nostro cammino con onestà e speranza, facendo del nostro meglio per contribuire ad un
mondo più equo e giusto. Vogliamo continuare a immaginare e progettare insieme all’ospedale e alla scuola di ostetricia percorsi di crescita e sviluppo che sappiano dare risposte concrete ai bisogni dei più fragili e futuro a queste due realtà così importanti per la sopravvivenza di migliaia di persone ogni anno.

I bisogni che l’ospedale ci ha segnalato sono tanti e rilevanti. Ci sono interventi importanti sulle parti di struttura ancora da rinnovare e sulle infrastrutture idriche, energetiche e di smaltimento dei rifiuti che devono essere adeguate al più presto, per rispondere alla nuova complessità ospedaliera e a standard moderni e più efficienti. Il rifacimento di alcuni tetti, il rinnovo dell’area chirurgica con la realizzazione di un’area di terapia sub-intensiva. Un nuovo inceneritore e l’installazione di fonti di energia pulita.

Interventi prioritari, che non sostituiscono tuttavia il nostro sostegno ai bisogni quotidiani dell’ospedale, moltiplicatisi durante la pandemia, alle missioni di medici e tecnici, e all’urgente necessità di incentivare il personale locale a rimanere in questo luogo così sfidante.

Aiutateci a portare avanti l’eredità di padre Giuseppe Ambrosoli in Uganda, a farla conoscere a chi ancora non la conosce. A dare voce ai suoi bisogni. Perché la sua opera di bene continui anche in futuro a salvare vite umane, a portare buoni frutti. Non solo in Uganda.

Perché il bene, come un fiume in piena, esce dagli argini, sconfina, contagia. Vince sempre, su tutto.

Giovanna Ambrosoli

"Dal primo momento in cui ho messo piede sulle terre del distretto di Agago dove si trova l’ospedale di Kalongo, mi ha stupito l’estensione a perdita d’occhio di ettari su ettari di terreni non coltivati, aridi, ombreggiati solo a tratti da sparuti alberi. Terreni che sembrano scoraggiare anche i più motivati a portarsi a casa a fine giornata qualche patata per cena. Patate, fagioli e riso bollito sono l’alimentazione quotidiana per chi se lo può permettere, per gli altri ci sono malakwang e akejo, verdure simili agli spinaci servite con burro di arachidi.

Quello dell’alimentazione è un problema antichissimo in queste aree, che si accentua alla fine della stagione secca quando le riserve del raccolto precedente vanno via via ad esaurirsi. Così il numero di bambini - ma anche di adulti - ricoverati per malnutrizione acuta severa si accentua e con esso il numero delle morti.

In Uganda, ogni singolo esame medico deve essere pagato in anticipo per evitare insolvenze e se il paziente non se lo può permettere, non lo fa. Il vantaggio dell’ospedale Ambrosoli rispetto ad altre strutture sanitarie ugandesi è che i costi delle prestazioni sanitarie sono calmierati, grazie al principio di charity - di carità - che è alla base della missione.

Grazie a questo, il paziente è tenuto a pagare solo una piccola quota per l’ammissione in reparto e per la dimissione, mentre l’accesso ai farmaci è garantito per tutta la durata del ricovero, indipendentemente dalla disponibilità economica del malato. Questo può sembrare scontato in Europa, ma in Uganda è un traguardo.

Uno dei principali problemi della sanità ugandese è la scarsità di strutture sanitarie, distanti anche decine di chilometri dai villaggi, e il ritardo nell’accesso alle cure talvolta è fatale. Il tempo necessario per raggiungere l’ospedale può essere anche di parecchie ore a piedi, più breve per chi può pagare la corsa in motocicletta - il “boda boda”. Il paradosso della povertà è il numero impressionante di pazienti ricoverati con traumi a gambe e piedi (che puntualmente si infettano) a seguito del tumultuoso viaggio in boda boda sulle strade non asfaltate.

Ma nonostante la scarsità di mezzi e risorse, l’infaticabile lavoro del personale medico e infermieristico dell’ospedale di Kalongo garantisce quotidianamente l’assistenza a centinaia di pazienti che vengono trattati al meglio delle possibilità. La piaga di HIV, malaria e tubercolosi non verrà sicuramente risolta in questo secolo. Ma la dedizione e la fiducia che la popolazione locale investe nella missione rendono la lotta a queste condizioni un impegno prioritario per ciascuno di noi. ‘To love and serve with joy’ è il motto della scuola di ostetricia. Cerchiamo di renderlo anche nostro".

Elena Salvador, medico specializzando in malattie infettive, Kalongo aprile 2022

Dopo due anni di attesa e di rinvii a causa della pandemia, la beatificazione di padre Giuseppe Ambrosoli sarà celebrata in Uganda il 20 novembre 2022.

L’annuncio è stato dato da S. E. Mons.  Oscar Cantoni, vescovo di Como, durante la messa celebrata nella Parrocchia di Uggiate Trevano (CO).

Una notizia che apre questo nuovo anno riempiendo di gioia i nostri cuori.

Grazie alla generosità di una nostra affezionata sostenitrice, da qualche settimana il reparto di maternità dell’Ospedale di Kalongo ha il suo ginecologo. Una figura determinante per un ospedale a forte vocazione materno-infantile e per l’interna comunità che può ora contare sulla professionalità del Dr. Okino. Trovare risorse competenti e dedicate disposte a venire ad operare in un contesto così remoto è una sfida che ci vede impegnati ogni giorno e che viene resa possibile da chi ha compreso l’importanza di investire nelle risorse umane locali e nella futura sostenibilità dell’ospedale. Perché garantire la continuità dell’ospedale ogni giorno significa garantire la vita.

Fin dal suo arrivo il Dr. Okino è diventato subito fonte di motivazione per il tutto il personale, grazie al suo carattere accogliente e alla sua completa dedizione. “Ho trovato un ottimo ospedale e sono felice di essere entrato a far parte di questa comunità, di condividere e di portare avanti la missione di Padre Giuseppe Ambrosoli. Mi adopererò per dare la massima assistenza alla vulnerabile popolazione di questa regione” – ci racconta il Dr. Okino – “Padre Giuseppe era un uomo dal cuore grande e la sua opera in questa zona così remota e povera, lontana dalle città come Lira, Kitgum e Gulu, rappresenta il miracolo della vita per queste popolazioni afflitte dalla povertà. A lui e ai suoi collaboratori che ad oggi hanno dato continuità, vanno i miei ringraziamenti e la mia profonda stima. La sua visione sarà per me sempre fonte di ispirazione e mi guiderà ogni giorno”

Il Dr. Okino ha conseguito la laurea nel 2010 presso la Gulu University e ha proseguito gli studi di specializzazione con un Master in Ostetrica e Ginecologia presso la Makerere University di Kampala nel 2019, svolgendo nel frattempo il suo tirocinio presso il Lira Regional Referral Hospital e poi la sua formazione presso l'Anyeke Health Center IV, dove è stato responsabile della struttura.  Qui ha avuto modo di approfondire il suo interesse e gli studi nel campo dell’ostetricia e della ginecologia, considerando che il 70% dei pazienti era rappresentato da future mamme, con una media di circa 150 parti al giorno, di cui il 20% cesarei, come ricorda lo stesso Dr. Okino. Data la sua bravura in chirurgia tutti si sarebbero aspettati che avrebbe proseguito gli studi con un Master in Chirurgia, invece scelse l’Ostetricia e la Ginecologia, spinto dalla consapevolezza di grande bisogno che emergeva nelle comunità rurali più svantaggiate. Fu così che gli venne concesso un permesso di studio per proseguire il suo programma di Master in Ostetricia e Ginecologia.

Già da allora sentiva dentro che sarebbe andato a servire come specialista una comunità vulnerabile. Una vocazione che aveva in seno fin dall’infanzia, quando nella regione del Karamoja aveva già potuto vedere e toccare con mano le enormi difficoltà che la comunità doveva affrontare per mancanza di servizi base in un’area svantaggia e scarsamente servita.

Al Dr. Okino il nostro caloroso benvenuto, il suo apporto sarà fondamentale per l’ospedale e per tutte le mamme e giovani donne di Kalongo!

CARI AMICI,

nell’ultimo anno e mezzo tutti noi abbiamo affrontato una sfida che mai avremmo immaginato, dalla quale con grande coraggio e spirito di resilienza stiamo finalmente uscendo. In Italia l’83% della popolazione è vaccinato contro il Covid19. Un traguardo prezioso per il bene di tutti, specialmente per chi non può ricevere il vaccino. Purtroppo, non è ovunque così. In Uganda questa sfida è ancora agli inizi. Su una popolazione di 44 milioni di abitanti, soltanto lo 0,9% ha ricevuto entrambe le dosi di vaccino mentre gli effetti collaterali della pandemia stanno portando allo stremo la popolazione più povera, che vive nelle zone rurali. Oggi più che mai ogni azione messa in atto dal nostro ospedale a Kalongo vuole contribuire concretamente a colmare il divario tra povertà e diritto alla salute. Divario che durante la pandemia si è drammaticamente allargato e che oggi minaccia la salute delle donne e dei bambini in particolar modo.

I dati parlano da soli e preoccupano enormemente. Da inizio pandemia i tassi di immunizzazione dei bambini sono diminuiti del 29%, le visite prenatali del 26%, mentre è cresciuto il numero di bambini nati prematuri (+ 122%). I ricoveri in maternità sono calati del 56%, mentre il numero dei parti assistiti è sceso del 44% ed è cresciuta la percentuale dei parti cesarei effettuati in emergenza (+4%).

Fedele alla sua vocazione materno - infantile, l’ospedale sta investendo risorse ed energie per proteggere la salute delle donne e dei loro bambini. Perché le donne sono la spina dorsale della società ugandese. Prendersi cura di loro, formare nuove ostetriche, educare le donne sui principali temi della salute è oggi ancora più urgente e necessario se vogliamo salvare il maggior numero di donne e bambini non solo dal Covid19 ma ancora di più dalle principali malattie prevenibili, che per disinformazione e povertà sono spesso mortali.

In questo contesto le mamme non sono solo soggetti passivi. Se informate e coinvolte diventano parte della soluzione per salvare vite e promuovere comportamenti sani. Raccogliere l’eredità di padre Giuseppe significa anche questo: sostenere l’impegno dell’ospedale e della scuola di ostetricia per e a fianco delle donne ugandesi. Per un progresso sostenibile e duraturo.

Il diritto alla salute non può più essere privilegio di pochi, l’abbiamo ormai compreso bene anche noi che lo davamo per scontato. Se qualcuno resta indietro, tutti restiamo indietro.

Oggi, per lasciarci il Covid davvero alle spalle occorre prenderci cura di chi non può farcela da solo. Il lavoro che portiamo avanti ogni giorno mira non solo a soste[1]nere l’ospedale, ma anche a farlo crescere; prima di tutto for[1]mando il personale sanitario e coinvolgendo attivamente e sensibilizzando le comunità locali.

Da soli tutto questo però sarebbe impossibile.

Un grande grazie ai nostri sostenitori piccoli e grandi, alle aziende partner, alle istituzioni e alle organizzazioni amiche che hanno scelto di sostenerci anche in questo difficile anno e mezzo. La vostra generosità ci permette di portare avanti i nostri progetti per un domani più equo, sicuro e in salute per tutti.

Di cuore, buon Natale

Giovanna Ambrosoli

Charity Dinner 2021

Lo scorso 9 novembre si è tenuta nella splendida cornice di Villa D’Este a Cernobbio, la tradizionale Charity Dinner della nostra Fondazione.

Un appuntamento molto atteso, perché dopo due anni è stata tanta la voglia ritrovarsi e di tornare a sorridere insieme, lasciandoci alle spalle un momento che ha segnato le vite di tutti noi.

La nostra cena ha voluto segnare così questo nuovo inizio. Il tema della serata che abbiamo scelto non poteva prescindere da questi due anni e da tutto quello che chiunque di noi ha affrontato, e lo abbiamo fatto con uno sguardo rivolto a Kalongo, all’Africa e all’Uganda.

Mai come oggi non possiamo credere che la salute deve essere un bene accessibile a tutti e che deve essere globale. È importante quindi saper allungare lo sguardo e guardare oltre, all’umanità. Lo hanno sottolineato durante la serata la testimonianza che ci ha voluto lasciare Paolo Magri, vicepresidente esecutivo e direttore dell’ISPI da un punto di vista socio-economico e l’intervento Giuliano Rizzardini, responsabile delle malattie infettive dell’Ospedale Sacco e membro della nostra Fondazione, che ha vissuto in prima linea questa pandemia come medico e come uomo.

La serata è stata allietata da Alessandro Martire, “la leggenda del pianista sul lago di Como”, giovane pianista e compositore che ha dedicato a tutti i nostri ospiti alcune sue note composizioni.

Un ringraziamento a tutti i partecipanti e in particolare a tutti i nostri sponsor che ogni anno ci sostengono rendendo questa serata ‘speciale’: Allianz Bank, Ambrosoli, Lechler, M&G Investments, Fondazione M6+ Sicuritalia

Si ringrazia: La Collina dei Ciliegi – General Finance, Chiarella, Rattiflora

Grazie per essere sempre al nostro fianco.