A Natale la tua azienda può cambiare il mondo.

A natale puoi

A Natale, anche un regalo aziendale può diventare un gesto capace di guardare lontano.

Con il Catalogo di Natale della Fondazione Ambrosoli, la tua azienda può contribuire a cambiare il mondo di tante persone a Kalongo, in Uganda, sostenendo l'Ospedale Dr. Ambrosoli e la Scuola di Ostetricia St. Mary's.

Ogni anno l'Ospedale assiste circa 50.000 pazienti, soprattutto donne e bambini. La Scuola di Ostetricia, dalla sua fondazione, ha formato oltre 1.600 ostetriche, offrendo a tante giovani donne non solo una professione, ma l'opportunità di costruire il proprio futuro.

Per il vostro Natale abbiamo selezionato diverse proposte regalo: dal panettone artigianale tradizionale della Pasticceria Filippi ai vini La Collina dei Ciliegi, fino alle box che combinano specialità gastronomiche e creazioni artigianali realizzate con tessuti ugandesi.

Idee da regalare a collaboratori, clienti e partner, per aggiungere un valore in più ai vostri auguri e trasformare un pensiero di Natale in un gesto concreto di solidarietà.

Scopri il catalogo, scegli i tuoi regali aziendali e contribuisci a costruire un futuro migliore a Kalongo!

Per informazioni e ordini: e.gazzola@fondazioneambrosoli.it

Matteo cacciaGiovedì 29 ottobre, la Charity Dinner annuale della Fondazione Ambrosoli ha riunito amici e sostenitori a Villa d’Este, per guardare insieme "Oltre l'emergenza" e raccontare le sfide del Dr.Ambrosoli Memorial Hospital e gli interventi necessari a garantirne la continuità e la sostenibilità.

A Kalongo, in Uganda, l’emergenza non è sempre un evento improvviso. Può essere una mamma che arriva dopo ore di viaggio con un parto complicato, un bambino con la malaria grave che necessita di una trasfusione, un’interruzione di corrente durante un intervento chirurgico. Situazioni che, in un contesto fragile, fanno parte della quotidianità dell’ospedale.

È da questa consapevolezza che ha preso avvio la Charity Dinner della Fondazione Ambrosoli, che si è svolta giovedì 29 ottobre nella suggestiva cornice di Villa d’Este, a Cernobbio. Il tema scelto per questa edizione, «Oltre l’emergenza. Presenza e continuità per il futuro di Kalongo», ha guidato una serata dedicata a raccontare non soltanto le urgenze da affrontare, ma soprattutto il lavoro necessario per costruire un ospedale sempre più preparato a rispondere ai bisogni delle comunità locali.

A guidare il racconto è stato Matteo Caccia, autore e conduttore di Radio 24, che ha accompagnato gli ospiti attraverso le testimonianze di chi conosce da vicino la realtà di Kalongo. Sono intervenuti la Presidente Giovanna Ambrosoli, Lucrezia Rovati, sul rinnovamento dei servizi di emergenza e dell'assistenza ai pazienti, Giampiero Porro, sulle infrastrutture essenziali al funzionamento dell'ospedale, e Giuliano Rizzardini, sulle sfide sanitarie che collegano l'Africa al resto del mondo.

Un ospedale che continua a curare, nonostante le difficoltà

La sospensione dei finanziamenti USAID, le conseguenze della crisi climatica, l'aumento dei costi di farmaci, carburante e apparecchiature e le nuove esigenze di prevenzione legate all'emergenza Ebola sono alcune delle sfide che hanno segnato l'ultimo anno.

La crisi alimentare, aggravata dalla perdita di raccolti, ha avuto conseguenze particolarmente pesanti sulla popolazione: il reparto dedicato ai bambini malnutriti, riattivato per rispondere a bisogni crescenti, accoglie oggi circa 300 piccoli pazienti.

In questo scenario, l'Ospedale di Kalongo continua a garantire assistenza a migliaia di persone. Nell'ultimo anno ha accolto quasi 48.000 pazienti, assistito oltre 2.600 parti e realizzato più di 3.000 interventi chirurgici. Ha inoltre seguito 537 bambini nati prematuri e garantito cure a circa 2.500 pazienti con HIV.

Dietro questi numeri ci sono soprattutto le competenze e l'impegno quotidiano del personale sanitario ugandese: medici, ostetriche, infermieri e tecnici che assicurano la continuità delle cure anche nelle condizioni più difficili.

Interventi concreti per costruire il futuro

Per rispondere alle necessità immediate e rafforzare la capacità dell'ospedale di affrontare le sfide future, la Fondazione ha portato avanti diversi interventi strutturali e programmi di formazione.

Tra i principali risultati dell'ultimo anno:

Al centro di ogni intervento c'è un elemento fondamentale: la formazione del personale locale. Un reparto rinnovato, una nuova apparecchiatura o un servizio più efficiente possono fare davvero la differenza solo se ci sono professionisti preparati a gestirli e a garantirne il funzionamento nel tempo.

È la stessa visione che ha guidato Padre Giuseppe Ambrosoli: costruire le condizioni perché l'assistenza sanitaria potesse continuare anche in futuro. La Scuola di Ostetricia St. Mary's ne è una delle espressioni più significative: oltre 1.600 ostetriche si sono formate a Kalongo, contribuendo a rafforzare le competenze sanitarie locali e l'assistenza alle madri e ai neonati.

Il valore di una presenza che continua nel tempo

29102026 RIC04566 EmilioAV00110401«Per noi sostenibilità significa andare oltre l'emergenza. Curare oggi per preparare il domani».

Con queste parole, la presidente Giovanna Ambrosoli ha ribadito il senso dell'impegno della Fondazione: essere presente accanto all'ospedale sia quando è necessario intervenire con urgenza, sia quando occorre investire sulle strutture, sulle competenze e sull'organizzazione.

La fiducia e la vicinanza dei sostenitori rendono possibile questo lavoro, permettendo alla Fondazione di contribuire a mantenere accessibili le cure e a garantire continuità all'opera di Kalongo.

La serata ha visto anche il lancio della prima asta benefica online della Fondazione, realizzata sulla piattaforma Memorabid. Oggetti ed esperienze donati da aziende e amici della Fondazione sono stati messi a disposizione dei partecipanti per raccogliere ulteriori risorse a sostegno dell'ospedale.

Un grazie a tutti coloro che hanno partecipato alla serata e che, con la loro presenza e il loro sostegno, continuano a essere parte di questo percorso.

Domenica 18 ottobre si è svolto Insieme per Kalongo, un pomeriggio dedicato ai volontari che negli anni hanno prestato servizio presso il Doctor Ambrosoli Memorial Hospital e la Scuola di Ostetricia, la St. Mary’s Midwifery School, nel nord Uganda.

A fare da cornice all’incontro è stato PARCO Center, uno spazio contemporaneo e tecnologicamente avanzato nel quartiere Barona di Milano, nato dalla riqualificazione di un edificio storico e pensato per favorire l’incontro e lo scambio tra persone e comunità.

È stata un’occasione per condividere ricordi, ascoltare esperienze e riscoprire, attraverso le storie dei volontari, il legame con Kalongo. Le testimonianze personali, le immagini e un video di saluto dal personale locale dell’ospedale e della scuola hanno raccontato il valore di un’esperienza che continua a lasciare il segno anche dopo il ritorno in Italia.

Ad aprire il pomeriggio è stata la presidente Giovanna Ambrosoli, che ha ringraziato i volontari per il loro contributo e la vicinanza. Le esperienze, le competenze e le energie di ciascuno sono una risorsa preziosa per l’ospedale, ma anche per le attività di sensibilizzazione e sostegno che la Fondazione porta avanti in Italia.

L’incontro è stato anche un’opportunità per raccontare il lavoro della Fondazione, le sfide che l’ospedale affronta oggi e le tante possibilità per continuare a sostenerlo anche a distanza. Dalla campagna di Natale solidale e altre iniziative di raccolta fondi, fino al coinvolgimento di nuove persone e realtà, sono molti i modi per dare il proprio contributo.

Insieme per Kalongo vuole essere il primo di una serie di appuntamenti per rafforzare questa comunità, favorire lo scambio tra chi ha vissuto l’esperienza in Uganda e chi desidera avvicinarsi alla Fondazione, e dare nuovo slancio a un impegno condiviso.

Il legame con Kalongo può continuare anche una volta tornati in Italia, attraverso piccoli e grandi gesti di partecipazione. Ognuno può trovare il modo di contribuire più adatto alle proprie disponibilità, mettendo a disposizione tempo, competenze o idee. Chi desidera scoprire le opportunità di collaborazione con la Fondazione può contattare Ilaria Gerosa all’indirizzo i.gerosa@fondazioneambrosoli.it o al numero 351 5723118.

Grazie a tutte le persone che hanno partecipato e che continuano a essere al fianco di Kalongo, ciascuna a modo proprio. Ci auguriamo che questo sia davvero l’inizio di un percorso da condividere, per continuare a sostenere insieme l’ospedale e le persone che ogni giorno si affidano alle sue cure.

CARI AMICI,

È uscito il nuovo numero del nostro magazine con tante news dall'ospedale e dalla scuola di ostetricia di Kalongo

Vi invitiamo a leggerlo, scaricarlo e condividerlo

BUONA LETTURA!

“Secondo tutte le persone che lo hanno conosciuto, egli era straordinariamente umile. Ha realizzato nella sua vita ciò che ha proclamato con le sue labbra: “Dio è amore e io sono suo servo per le persone che soffrono”. Ha unito fede e carità per tutta la sua vita e si è preso cura delle anime curando le sofferenze fisici dei corpi”

Kalongo, 22 novembre 2022, Santa Messa di Beatificazione di Padre Giuseppe Ambrosoli

 

Una gioiosa celebrazione si è svolta questa mattina, 31 luglio 2026, nella chiesa parrocchiale di Kalongo in occasione della memoria liturgica del beato padre Giuseppe Ambrosoli. La comunità si è riunita in un clima di festa e di preghiera per ricordare la sua beatificazione e rendere grazie per la testimonianza di fede e di dedizione ai più fragili che continua ancora oggi ad ispirare. Una ricorrenza che conferma quanto la sua eredità sia ancora viva tra le gente di Kalongo.

 

Le immagini che seguono, raccontano la celebrazione che si è svolta a Kalongo

Alex Ojera in Kalongo IMG 20191121

 

L'epidemia di Ebola in Uganda si è finalmente conclusa il 28 luglio e oggi la situazione a Kalongo è più tranquilla. L’emergenza ha però avuto un impatto sulla vita dell'Ospedale, sia sui pazienti che sul lavoro di medici e infermieri. Ce lo ha raccontato Alex Ojera, Public Health Officer e Principal Nursing Officer del Dr. Ambrosoli Memorial Hospital, in questa intervista.

 

 

 

Post del mese training ebola

In che modo la situazione ha influenzato la vita quotidiana del vostro personale e dei vostri pazienti?

L’emergenza Ebola ha influenzato la vita quotidiana del personale sia positivamente che negativamente. Il team di risposta alle emergenze sanitarie ha formato tutto il personale dell’ospedale sulla gestione del virus e su come utilizzare i Dispositivi di Protezione Individuale. Lo staff ha aderito pienamente alle Procedure Operative Standard e oggi è più attento durante lo screening dei pazienti.

 

L’assenza dei giovani medici volontari e delle ostetriche ha avuto un impatto sul lavoro quotidiano nei reparti dell’ospedale? Se sì, come?

Sì, i volontari rappresentano risorse umane e professionali aggiuntive per l’ospedale e le loro competenze e conoscenze sono molto importanti sia nella cura dei pazienti sia nella condivisione delle conoscenze con il nostro personale.

 

L’emergenza ha avuto un impatto sulle attività di sensibilizzazione sul territorio?

Non in maniera significativa ma ci ha spinto a intensificare l’educazione sanitaria nella prevenzione dell’Ebola.

 

Avete notato cambiamenti nel comportamento delle persone?

Inizialmente la comunità ha avuto molta paura ma la risposta alle strategie di prevenzione del virus è migliorata. Le persone oggi sono più attente ai segni e ai sintomi principali delle malattie emorragiche. Sono più attente nel seguire le pratiche igienico - sanitarie come, ad esempio, il lavaggio delle mani. Il numero di pazienti è rimasto invariato, anche se quando viene identificato un caso sospetto, per il timore i pazienti diminuiscono per alcuni giorni.

 

Con la fine dell’emergenza la speranza è quella di poter riprendere a svolgere le attività di cura, formazione e supporto  insieme ai volontari.

Grazie al vostro sostegno possiamo continuare a garantire cure, protezione e assistenza, non solo durante le emergenze ma ogni giorno

“Molte delle nostre studentesse arrivano in momenti difficili della loro vita, senza un sostegno familiare o economico, ma con una forte vocazione al servizio delle madri. Quando le ragazze vengono seguite e guidate in questo percorso di studi, le vediamo crescere e questo ci riempie di gioia”.

Sr Polly Akot, Principal Tutor

della St Mary Midwifery Training School di Kalongo

 

Nella foto, Barbra, Prisca e Janneth

“Mi chiamo Barbra Idonyo e sono originaria del distretto di Kaberamaido. La mia famiglia è composta da sette figli – tre maschi e quattro femmine – e io sono la penultima.

Fin da subito ci sono state difficoltà nel pagare le tasse scolastiche: quando ero piccola ho iniziato a vivere con mia nonna, che purtroppo non aveva abbastanza soldi per comprarmi il materiale scolastico e pagare la retta. Il problema si è ripresentato nel 2019, quando ho sostenuto gli esami di fine scuola primaria, nel momento in cui mio padre ha lasciato mia madre per andare a vivere con un’altra donna.

Da allora, l’unica a potermi pagare le tasse scolastiche era mia madre, le cui entrate, essendo contadina, dipendono dai raccolti. Quando il raccolto è pronto va subito a venderlo e con quel denaro riesce a pagarmi la scuola. Mio padre, invece, che è contadino esattamente come mia madre, non sta lavorando, e questo mi preoccupa.

Il motivo per cui ho scelto questa scuola è perché è una scuola seria e che incoraggia gli studenti. La St Mary Midwifery School è la migliore per i risultati e la qualità dell’insegnamento, e prometto che lascerò questa scuola quando avrò ottenuto ottimi risultati e avrò raggiunto i miei obiettivi e il mio sogno”.

 

“Mi chiamo Janneth Acan, ho 21 anni e vivo con la moglie di mio zio che è venuto a mancare. Mio padre è scomparso quando avevo appena 2 mesi e mia madre si è sposata con un altro uomo. A livello economico mio zio materno si occupa di me e non appena ho raggiunto l’età scolare mi ha iscritta alla scuola di Kalongo.

Già da quando frequentavo la scuola primaria ho iniziato a provare ammirazione verso la professione ostetrica, quando le vedevo in chiesa. A spingermi a scegliere questo percorso di studi è stato anche il mio desiderio di voler salvare la vita delle madri e dei neonati e garantire alle neomamme un’ottima assistenza.

Una volta conclusa la scuola secondaria, sono andata a ritirare il modulo di ammissione alla St. Mary Midwifery Training School di Kalongo ma mio zio mi ha detto che non c’erano i soldi e di aspettare l’anno successivo per potermi iscrivere. Nel frattempo, però ha parlato con Sister Carmel, che ha acconsentito a farmi iniziare la scuola mentre lui cercava il denaro per pagare l’iscrizione. Per fortuna e grazie a Dio ora sto studiando e voglio diventare ostetrica anche per rendere i miei zii orgogliosi di me”.

 

Se sei interessato a sostenere una borsa di studio scrivi a Ilaria Baron Toaldo: i.barontoaldo@fondazioneambrosoli.it oppure chiama lo 02.36558852.

Per maggiori info visita la pagina del nostro sito: https://www.fondazioneambrosoli.it/cosa-facciamo/borse-di-studio-per-ostetriche/

“Padre Giuseppe aveva compreso che provvedere all’educazione e alla formazione femminile rappresentava un modello concreto e sostenibile per la crescita di un Paese. Immaginare tutto questo oltre 60 anni fa e realizzarlo dal nulla, nel mezzo dell’Africa equatoriale, è stato ed è ancora oggi qualcosa di straordinario"  Giovanna Ambrosoli

 

Dal 15 al 25 giugno si è svolta alla scuola di ostetricia di Kalongo la sessione d’esami di giugno, momento intenso e carico di emozioni che ha coinvolto 137 studentesse.

Anche quest’anno gli esami sono stati preceduti da una vivace cerimonia di apertura, alla quale purtroppo non abbiamo potuto partecipare per la minaccia del virus Ebola, che ci ha costretti a rinviare il consueto viaggio di giugno.

La prima settimana d’esami è stata dedicata agli scritti, mentre la seconda ha visto le future ostetriche affrontare le prove pratiche, fondamentali per mettere alla prova competenze cliniche, preparazione tecnica e le capacità assistenziali, anche in contesti rurali.

A garantire il corretto svolgimento degli esami sono stati i tutor provenienti da altre istituzioni, inviati direttamente dall’ente esaminatore nazionale. Il loro compito è stato quello di supervisionare ogni fase delle prove. Allo stesso tempo, anche alcuni tutor della scuola di ostetricia di Kalongo sono stati inviati in altre istituzioni del Paese per svolgere lo stesso servizio.

Le studentesse iscritte ai due corsi di formazione specialistica: “Certificate in Midwifery” e “Diploma in Midwifery” hanno affrontato materie differenti, a seconda del livello del loro percorso formativo.

Tra gli esami sostenuti: Ostetricia, Anatomia ostetrica, Ginecologia e salute riproduttiva, Salute mentale e farmacologia, Medicina tropicale e salute comunitaria.

La conclusione delle prove pratiche ha segnato la fine di questa intensa sessione d’esami e un altro passo importante verso il loro futuro, al servizio delle madri, dei bambini e della comunità.

 

Se hai domande o desideri maggiori informazioni in merito alla possibilità di sostenere una borsa di studio scrivi a Ilaria Baron Toaldo I.barontoaldo@fondazioneambrosoli.it oppure chiamaci allo 02.36558852 saremo felici di rispondere alle tue domande.

Oppure visita il sito alla pagina: https://www.fondazioneambrosoli.it/cosa-facciamo/borse-di-studio-per-ostetriche/

Sabato 9 maggio, nella chiesa parrocchiale di Ronago, paese natale di padre Giuseppe, amici e sostenitori si sono ritrovati per una serata di solidarietà a sostegno dell’Ospedale di Kalongo.

Le voci e gli strumenti del coro MusiVocal Ensemble hanno dato vita a un intenso e suggestivo concerto di musica sacra.

L’evento, patrocinato dal Comune di Uggiate con Ronago, ha visto anche la partecipazione del dott. Giuliano Rizzardini, che ha condiviso alcuni toccanti ricordi, vissuti da giovane medico a Kalongo accanto a padre Giuseppe Ambrosoli. E ha raccontato le sfide che l'ospedale si trova oggi ad affrontare.

Il ricavato della serata contribuirà concretamente a sostenere il reparto di chirurgia dell’Ospedale di Kalongo. Tra le necessità più urgenti vi sono: la sostituzione degli strumenti chirurgici più obsoleti, delle zanzariere dei letti e delle finestre del reparto, oltre al rinnovo delle pale di ventilazione delle sale operatorie. Piccoli e grandi interventi di manutenzione fondamentali per garantire la qualità delle cure e il benessere dei pazienti ricoverati.

Un grazie di cuore al coro MusiVocal Ensemble, all’assessore Vittore Varsalona, il cui contributo alla realizzazione della serata è stato determinante, e al Comune di Uggiate con Ronago per il patrocinio. Un sentito ringraziamento va naturalmente anche a tutte le persone che hanno partecipato e sostenuto l’iniziativa.

 

Se anche tu vuoi sostenere la Fondazione Ambrosoli con un’iniziativa di solidarietà - un concerto, una cena, un torneo, un banchetto -  contattaci allo 02.36558852 o scrivi a Ilaria Gerosa, i.gerosa@fondazioneambrosoli.it: saremo felici di aiutarti a organizzare al meglio la tua iniziativa a sostegno di Kalongo!

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