“Se penso che sette giorni fa stavo facendo gli ultimi preparativi in vista della partenza, versavo le prime lacrime per i saluti e facevo ogni cosa con il batticuore a mille, non mi par vero di essere qui ora, seduta sull’uscio della guest house a Kalongo. Da qui vedo le capanne dove vivono i dipendenti con le loro famiglie, proprio a lato del compound dell’ospedale. Dall’altro lato scorgo una strada di passaggio dove fluiscono moto cariche di persone, mamme cariche di bambini, bambini carichi di bambini, e tante tantissime capre. La mia Africa.

Oggi sono andata a messa: due ore di canti e parole in Acholi. La chiesa era già stracolma di gente. All’uscita da messa è un saluto continuo. M’incammino verso casa facendo un breve passaggio in reparto. C’è un bimbo che sta proprio male e non so cosa fare per lui, al momento l’unica cosa è controllarlo. Guardo la cartella e vedo che un diuretico che avevamo prescritto ben due giorni fa non è ancora stato somministrato. Parlo con i genitori, poche parole in inglese, chissà se mi hanno davvero capito. Chiedo all’infermiera di dargli almeno un po’ di paracetamolo e di andare a cercare negli altri reparti il farmaco per capire se ce n’è in ospedale o se bisogna pensare a un’alternativa. Non è semplice assicurare all’ospedale una regolare fornitura di medicinali e di attrezzature necessarie a offrire adeguata assistenza a un numero sempre maggiore di pazienti; se penso che solo nel 2017 sono state curate e assistite più di 50.000 persone … Fortunatamente l’ospedale di Kalongo può contare su partner come Fondazione Dr. Ambrosoli che da 20 anni è fermamente impegnata a sostenerlo sia per le necessità correnti, che sono sempre tantissime, sia per la formazione del personale sanitario. Sì, perché solo attraverso la formazione si può garantire sostenibilità e autonomia all’ospedale.

Francesca Poma, specializzanda in pediatria, è stata in missione al Dr. Ambrosoli Memorial Hospital lo scorso autunno, per tre mesi