Il finanziamento pubblico dei programmi sanitari è stato di recente caratterizzato da una crescente condizionalità nell’erogazione delle risorse. In questa tendenza tipicamente s’inscrivono i programmi di finanziamento basati sui risultati (Result Based Financing, RBF), che promettono premi, a individui o istituzioni, condizionandoli al raggiungimento degli obiettivi concordati.

Il St. Mary’s Hospital di Lacor (Gulu, Uganda) e la Fondazione Corti, dopo una prima esperienza con l’approccio RBF finanziata dal Governo inglese, hanno esteso l’adozione dei meccanismi premiali con il fine di migliorare la qualità delle cure erogate.

All’inizio previsti solo nel caso di attività ambulatoriali, grazie al contributo triennale dell’Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo (AICS), meccanismi di finanziamento basati sui risultati sono stati sperimentati anche nei reparti di pediatria  del Lacor Hospital e del Dr Ambrosoli Memorial Hospital di Kalongo, mostrando un notevole potenziale sia nel migliorare la qualità dei servizi offerti, sia nel contribuire alla riduzione degli elevati tassi di mortalità infantile.

A partire da quest’esperienza, e dall’analisi delle evidenze accumulate  negli ospedali di Lacor e di Kalongo, l’Università di Napoli Federico II, in collaborazione con la Fondazione Corti e la Fondazione Ambrosoli, promuove una giornata di riflessione sui sistemi di Result based financing e sulla loro efficacia nel favorire sostenibilità e qualità in ambito sanitario.

 

 

Una serata in memoria di Padre Giuseppe e Paolo Ambrosoli per ricordare l’importanza del diritto alla salute. Un’occasione per guardare al futuro grazie all’opera che padre Giuseppe ci ha lasciato in eredità: un “piccolo miracolo” che salva vite umane e accompagna la vita e la crescita di Kalongo.

Grazie a Lions Club Como e Lions Club Plinio il Giovane per essere al nostro fianco!

15 Ottobre 2021
ore 19:45
Sala bianca del Teatro Sociale - Como

CARI AMICI,

il 6 giugno scorso il Presidente Museveni ha decretato l’inizio di un nuovo lockdown a causa dell’improvviso aumento dei contagi da Covid in Uganda. Gli ultimi dati ufficiali disponibili sul sito del Ministero della Salute Ugandese riportano oggi 119.915 casi positivi, a fine luglio erano 55.511. L’arrivo delle varianti più aggressive ha accelerato il propagarsi del virus in particolar modo tra i giovani. Ciò che preoccupa di più ora è la mancanza di vaccini. Al 27 agosto, mentre in Europa il 46% della popolazione è stata vaccinata, in Africa solo il 2,5% ha ricevuto il vaccino. Oggi le persone vaccinate in Uganda sono 1.376.986 su una popolazione di quasi 44 milioni di persone. All’ospedale di Kalongo tutto il personale è stato vaccinato ma la popolazione locale resta scoperta e indifesa e l’ospedale ancora più solo e isolato. Non solo per il lockdown. La crescita repentina dei casi in Uganda ha portato alla saturazione dei pochi posti letto disponibili nei centri sanitari designati alla cura dei malati di Covid. L’ospedale deve perciò prendersi cura anche dei casi più gravi senza poter disporre di una terapia intensiva né sub-intensiva.

L’80% dei pazienti ricoverati finora ha avuto bisogno di ossigenoterapia ma la fornitura di ossigeno rimane una sfida immane per il nostro ospedale. Non è semplice neppure garantire un costante rifornimento di farmaci e di dispositivi di protezione. Per ottimizzare le risorse e risparmiare tamponi vengono testate solo le persone che mostrano sintomi riconducibili al Covid, senza la possibilità di individuare eventuali pazienti positivi asintomatici.

Sono soprattutto le attività di cura sul territorio, che rappresentano la sola possibilità di accesso alla salute per migliaia di persone, ad aver risentito dell’improvvisa escalation di Covid. Le misure restrittive introdotte dal governo per arginare il diffondersi del virus hanno causato una drammatica diminuzione degli accessi ai servizi sanitari di base. Anche a Kalongo i ricoveri in ospedale sono calati del 35%. Nell’ultimo anno il 75% dei bambini dimessi dall’ospedale non ha effettuato le visite di controllo post-ricovero con gravi rischi per la loro salute i cui effetti ad oggi non sono quantificabili. Nonostante il calo delle entrate dovuto al crollo degli accessi, l’ospedale ha gestito l’emergenza Covid senza gravare sulle famiglie, a differenza di molti altri ospedali privati che stanno aumentando i prezzi delle prestazioni rendendo ancora più difficile alle persone più povere l’accesso alle cure. L’ospedale sta oggi lavorando a stretto contatto con l’OMS, che ne ha riconosciuto il lavoro svolto per la comunità, per poter ottenere supporto finanziario dal Governo come centro trattamento Covid. La Fondazione continua con impegno e grazie all’aiuto di tutti voi a sostenere l’ospedale perché possa giornalmente prestare cura e assistenza alla popolazione senza interrompere servizi importanti per mancanza di risorse.

Sapervi accanto è oggi più importante che mai.

Giovanna Ambrosoli

Uganda, una nazione dalle straordinarie bellezze paesaggistiche e faunistiche, abitata dalla popolazione più giovane del mondo con intrecci di culture diverse, è infatti considerato uno dei paesi più accoglienti verso i migranti. Molti la chiamano la Perla d’Africa.

Susi Rossini, artista italo-inglese, ci accompagna in un viaggio alla scoperta dell’Uganda, con la mostra fotografica Journey to Uganda, dal 15 al 30 settembre a Panzano in Chianti.

“Nel 2013 ho avuto la grande fortuna di fare un viaggio in Uganda per realizzare un photo reportage per progetti di Oxfam GB. La natura lussureggiante di questo Paese e il carattere genuino dei suoi abitanti mi hanno subito catturata. Abbiamo attraversato l’Uganda da sud a nord passando per il Nilo impetuoso, fino ad arrivare ad un piccolo villaggio Kitgum. Questa mostra vi porterà in Uganda, alla scoperta di un Paese veramente affascinante. Sono molto felice di poter proporre questa iniziativa a favore della Fondazione Ambrosoli per sostenere il Dr Ambrosoli Memorial Hospital a Kalongo e la sua scuola di ostetricia fondati da padre Giuseppe Ambrosoli” commenta Susi Rossini.

Una passione quella della fotografia di Susi che nasce da subito quando inizia a fotografare all’età di 7 anni. La fotografia di Susi Rossini, in arte Susimagin, cattura le transizioni di luce tra il giorno e la notte, riflessi nell’acqua, il movimento nella natura e nel paesaggio. La sua ispirazione nasce soprattutto dall’arte astratta, la musica jazz, giochi di luce ed ombra, riflessi e il viaggio. Dal 2002 fino ad oggi Susi espone in modo continuativo nella città in cui vive: prima Amsterdam poi Genova, Londra, Faversham, Whitstable, Firenze.

Mostra Fotografica 15-30 settembre 2021

Associazione Culturale Amici di Panzano

Via XX Luglio 7 – Panzano in Chianti

I proventi della mostra saranno destinati a sostenere i progetti della Fondazione Ambrosoli destinati all’ospedale e alla scuola di ostetricia a Kalongo, in Uganda

E’ stata un’occasione che ha ridotto le distanze con Kalongo, in un momento difficile per il mondo intero, che ci ha permesso di ascoltare racconti di vita quotidiana dalla viva voce di chi ogni giorno ‘vive la routine’, come loro stessi la definiscono con grande forza e resilienza, … di certo una routine molto diversa da come noi la possiamo immaginare.

Per chi non avesse potuto partecipare al nostro evento online di giovedì 27 maggio, in diretta da Kalongo con la dr.ssa Carmen Orlotti e il dr. Tito Squillaci , qui potete ascoltare la registrazione delle loro testimonianze.

CARI AMICI,
l’anno che è passato è stato drammatico, ma anche unico nell’offrirci nuove opportunità come quella di intensificare la relazione
con voi in un momento di paura e di solitudine per ciascuno di noi. Non vi nascondo che con il propagarsi della pandemia abbiamo
temuto di non riuscire a mantenere gli impegni presi con l’ospedale e la scuola di ostetricia.

La vostra risposta così pronta e concreta in un momento così incerto ci ha sorpreso ancora una volta.

È grazie a voi se siamo intervenuti con tempestività per sostenere l’ospedale nel far fronte alla pandemia e per fare in modo che nessuna attività medica fosse interrotta. È grazie a voi se nonostante inevitabili difficoltà siamo riusciti a portare avanti i progetti in corso, completando il nuovo reparto d’isolamento della pediatria, il blocco dei servizi igienici e le nuove cucine dedicate al reparto: interventi essenziali per migliorare il benessere dei bambini costretti a periodi di isolamento.

Sono proseguiti verso l’ultimo anno di cantiere i lavori di ristrutturazione degli alloggi per il personale ospedaliero, la cui presenza continuativa è oggi ancora più importante.

Purtroppo, a questi risultati concreti si affiancano gli effetti indiretti ma altrettanto drammatici della pandemia. Un esempio su tutti: il numero di parti in ospedale è dimezzato rispetto all’anno precedente. Moltissime donne hanno rinunciato a un parto sicuro per il timore o per le difficoltà a recarsi in ospedale, scegliendo di partorire a casa senza l’assistenza di ostetriche qualificate.

2.707 contro 4.778 parti: questo numero dimezzato racconta di parti avvenuti in condizioni estremamente rischiose per la vita delle mamme e dei loro bambini. Il personale ospedaliero si sta impegnando a rafforzare strumenti e strategie per promuovere la salute nei villaggi tra chi non ha accesso ai servizi sanitari di base. Pur continuando a prendersi cura delle quasi 50.000 persone che ogni anno si rivolgono all’ospedale.

La nostra forza nell’essere al loro fianco è la fiducia reciproca che da sempre distingue il rapporto tra la Fondazione e voi che ci sostenete. Quel filo rosso che lega noi e voi a Kalongo e ci permette di portare avanti con coerenza e serietà la testimonianza di bene che padre Giuseppe Ambrosoli ci ha lasciato. Perché l’ospedale resti un punto di riferimento concreto e sicuro per tutte le migliaia di persone che da oltre 60 anni vi si affidano.

Giovanna Ambrosoli

Partecipa al nostro web talk, il 6 maggio ore 18.00.

Un modo per ritrovarci in questo momento in cui la distanza ha rallentato tutto. Una serie di web talk in cui fare quattro chiacchere in compagnia di esperti su svariati temi che possono rallegrare le vostre giornate e far riscoprire le vostre passioni.

Cominciamo con i fiori. Durante la LIVE avrete la possibilità di farvi ispirare e fare tutte le domande che vorrete al nostro esperto! L’architetto Erica Ratti, specialista in garden design di Rattiflora. Azienda familiare con sede nella splendida cornice del lago di Como, che opera da quasi 80 anni nella progettazione di giardini e studio di allestimenti floreali e ha portato la creatività italiana nel mondo. I fiori di Rattiflora hanno arricchito anche le scenografie di matrimoni di molte celebrità, come Boris Becker, Borromeo- Elkann, Jennifer Lopez, Madonna e Wayne Rooney.

Per rallegrare le tua giornate, riscoprire la tua passioni e, se vuoi, fare del bene a sostegno dell'ospedale di Kalongo.

Ti aspettiamo e se puoi porta un amico!

#UnfioreperKalongo

I fondi raccolti sosterranno il reparto di maternità che accoglie e assiste circa 3.000 mamme ogni anno.

ISCRIVITI QUI PER PARTECIPARE

Partecipa al nostro web talk, 27 maggio ore 20.30.

Ogni giorno all’ospedale di Kalongo si affrontano sfide quotidiane per salvare tante vite, soprattutto mamme e bambini, i più vulnerabili.

A fianco del personale medico locale ci sono anche due medici italiani: Carmen Orlotti chirurgo che ha scelto di rimanere a Kalongo durante il Covid 19, e Tito Squillaci pediatra da sempre vicino alla Fondazione e all’ospedale, il primo medico italiano che è tornato a Dr Memorial Hospital dopo la pandemia, appena le misure di restrizione lo hanno consentito. Il 27 maggio ci racconteranno come la comunità di Kalongo e l’ospedale stanno vivendo questo momento: storie di vita quotidiana!

Una diretta davvero speciale con due persone molto speciali.

Non mancate!

Questo sarà un Natale particolare. Per tutti. Stiamo vivendo uno dei momenti più difficili.

Ma è proprio nei momenti più difficili che la solidarietà entra con maggior intensità a far parte di noi

e ci fa guardare l’altro con occhi diversi e con il cuore aperto.

Scegliendo uno dei nostri doni di Natale, regali un piccolo pezzo di futuro e di speranza a chi non ce l’ha.

Potremo insieme a te curare un bambino malato, sostenere una mamma,

garantire dispositivi sanitari e di sicurezza per la lotta contro il Covid a chi vive da sempre nell’emergenza.

Quest’anno più che mai non lasciamoli soli.