La storia che vi raccontiamo oggi è una bella storia di “valori condivisi” quelli arrivano all’anima e toccano il cuore. Da anni Gianni Gasperini, come volontario, sostiene la Fondazione Ambrosoli dedicandosi con passione all’ospedale di Kalongo, la stessa passione e dedizione che negli anni ha messo nel suo percorso professionale presso la Coop di Uggiate. Per Gianni si chiude un ciclo, come per tutti nella vita, è arrivato il momento di andare in pensione e così ha espresso il suo desiderio alla Direzione della Coop: “Vi ringrazio per tutto quello che avete fatto per me in questi anni di collaborazione e se possibile per chiudere questa fase della mia vita,  invece di fare una ‘festa di pensionamento’ mi piacerebbe lasciare un segno con voi con cui ho sempre avuto l’opportunità di condividere i valori che ci avete trasferito: mettere sempre al centro le persone e adoperarsi per il bene il comune. Il mio desiderio sarebbe quello di poter aiutare l’ospedale di Kalongo, contribuendo ai progetti che la Fondazione Ambrosoli porta avanti tra mille difficoltà per garantire continuità dell’opera di Padre Giuseppe”.

La Direzione della Coop di Uggiate ha risposto con entusiasmo e grande senso di sensibilità.

“Siamo una società fondata sulle persone che si prodiga da sempre per dare il suo contributo per migliorare le condizioni materiali, morali e culturali non solo sul territorio dove operiamo ma anche guardando al bene dell’umanità – ha dichiarato Paolo Bernasconi, Direttore Coop Uggiate – “Per questo con grande senso di responsabilità abbiamo deciso di aiutare l’ospedale di Kalongo fondato da padre Giuseppe Ambrosoli, la cui beatificazione verrà presto celebrata in Uganda, perché garantire il diritto alla salute è prerogativa fondamentale per una società globale che guarda allo sviluppo futuro. La salute deve essere un bene comune inalienabile e universale … e questa pandemia mondiale ce lo sta facendo vivere ogni giorno”. 

La donazione di Coop Uggiate permetterà di realizzare il progetto di rifacimento della dorsale fognaria esistente che raccoglie le acque reflue della maggior parte degli edifici del complesso ospedaliero di Kalongo. Le condutture attuali sono infatti ormai troppo piccole per gestire la portata delle acque reflue, considerando anche la futura espansione dell’ospedale. Si tratta di un progetto importante che contribuisce a garantire i sistemi di sicurezza e di igiene della struttura ospedaliera che, fondata da Padre Giuseppe nel 1957 e sopravvissuta a tutte le guerre civili e alle incurie del tempo, ha necessità di continui interventi strutturali per mettere al sicuro la salute della comunità che vi gravita attorno.

“Sono appena rientrato da Kalongo dove mi sono recato per controllare tutti i rilievi, in quanto quelli arrivati da Kalongo per la mancanza di strumenti adeguati non consentivano di mettere a punto in modo preciso il progetto tecnico. Ora ci dedicheremo alla definizione finale del progetto e a febbraio ripartirò per un periodo di 6 mesi per seguire i lavori” – ci racconta Gianni appena rientrato da Kalongo – “L’ospedale di Kalongo rappresenta un vero ‘miracolo’,  come molti che come me hanno avuto modo di vedere e toccare con mano affermano: una realtà immersa nella savana, nel nulla, che riesce a ad aiutare migliaia di persone che arrivano qui percorrendo anche più di 25 km con i ‘boda boda’ per ricevere le cure e tornare poi a casa a piedi dopo un intervento o la nascita di un bambino … qui capisci veramente il valore della salute e l’amore per gli altri che Padre Giuseppe ci ha tramandato attraverso quest’opera”.

Grazie alla COOP di Uggiate per aver sostenuto questo importante progetto!